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Il soffice formichiere arboreo delle mangrovie potrebbe essere una nuova specie

Questi formichieri setosi sopravvivono in una piccola area del delta del Parnaíba, in Brasile, ma potrebbero essere solo uno degli anelli mancanti

di GreenReport.it   
Foto tratta da GreenReport.it
Foto tratta da GreenReport.it

Fino a poco tempo fa, gli scienziati credevano che tutti i formichieri setosi appartenessero alla stessa specie, ma Lo studio “Taxonomic review of the genus Cyclopes Gray, 1821 (Xenarthra: Pilosa), with the revalidation and description of new species, pubblicato nel dicembre 2017 su Zoological Journal of the Linnean Society da un team di ricercatori dell’Universidade Federal de Minas Gerais (UFMG) e Museo Argentino de Ciencias Naturales “Bernardino Rivadavia” e del Consejo Nacional de Investigaciones Científicas y Técnicas (CONICET), dopo un’analisi del DNA dei formichieri setosi provenienti da tutte le Americhe, ha rivelato che appartengono a 7 specie distinte, che potrebbero diventare addirittura 8.

Infatti, la principale autrice dello studio del 2017, la biologa dell’ UFMG Flávia Miranda, continua a cercare questi piccoli animali che somigliano a una palla di pelo color grano tra il groviglio di rami dele mangrovie e, sorpreso dal sonno, il formichiere setoso, grande quanto una palla da tennis, alza le zampe anteriori per difendersi, come un pugile. La Miranda preleva con molta cura campioni di sangue e pelliccia, e quindi rilascia il piccolo formichiere setoso nella foresta. Hakai Magazine e Smithsonian Magazine hanno rilanciato la storia di questi animali rimasti nascosti mentre il loro habitat veniva divorato dallo sviluppo umano e ricordano che «i formichieri setosi sono i formichieri più piccoli e furono i primi ad evolversi, tra 30 e 40 milioni di anni fa. In gran parte solitari e notturni, questi piccoli e soffici abitanti della chioma degli alberi vivono nelle foreste pluviali e nelle mangrovie a bassa quota dal Messico meridionale alla Bolivia settentrionale. Quando non si rimpinzano di formiche e termiti, trascorrono gran parte dei loro due anni di vita dormendo».

La Miranda che da 30 anni studia i bradipi, i formichieri e gli armadilli del Brasile, spiega: «Ho sempre avuto la sensazione che esistesse più di una specie. Avevo notato differenze nel colore della pelliccia delle popolazioni in diverse regioni». Ora, sta indagando sulla possibilità che i sonnolenti animali che sta campionato nel delta del Parnaíba, a circa 280 km a est di São Luís, nel Brasile nord-orientale, s appartengano a un’ottava specie. I formichieri setosi del delta del Parnaíba sono isolati e vivono a quasi 2.600 km dai loro parenti più vicini conosciuti del bacino amazzonico, a nord-ovest, e in una fascia di foresta pluviale tropicale a sud-est, lungo la costa atlantica del Brasile. La Miranda fa notare che «questa popolazione potrebbe essere una reliquia di 11.000 anni fa, quando la foresta amazzonica si estendeva fino al delta del Parnaíba».

Quel che è emerso finora dall’indagine genetica svolta dalla Miranda è che «la popolazione di formichieri setosi del delta del Parnaíba si sta differenziando dalle altre specie di formichieri setosi da circa due milioni di anni. Tuttavia, i test del DNA devono essere corroborati con le caratteristiche fisiche per confermare che i formichieri del delta formano una nuova specie». Ecco perché la Miranda e il suo assistente sul campo, Alexandre Martins, continuano a raccogliere campioni di sangue e a effettuare misurazioni sui minuscoli formichieri che trovano nelle mangrovie. «Per lo meno, siamo certi che questa popolazione sia evolutivamente distinta e in procinto di diventare una specie separata – dice la presidente dell’IUCN SSC Anteater, Sloth and Armadillo Specialist Group Mariella Superina – La ricerca della Miranda è innovativa. I formichieri setosi sono i meno studiati tra tutti i bradipi, i formichieri e gli armadilliz.

Ma le fitte mangrovie del delta del Parnaíba rendono quasi impossibile per Miranda e il suo team fare un censimento di quanti formichieri del delta potrebbero esserci. Ma, fin dalla prima visita di Miranda nel 2009, è stato chiaro che il delta del Parnaíba non era più un rifugio sicuro per i formichieri: la popolazione umana locale taglia le mangrovie per realizzare recinzioni, abitazioni e barche. Gli agricoltori lasciavano che mucche e maiali pascolassero liberamente nel delta, calpestando i giovani alberi. Nel 2011, la Miranda ha iniziato a reclutare persone delle comunità per rimboschire le mangrovie. La gente del posto ha iniziato a coltivare propaguli, o piantine di mangrovie, in un vivaio per il reimpiantarle nel delta e ha recintato queste aree per tenere lontano dal bestiame. La foresta costiera ha cominciato a ricrescere rapidamente e, anche se i residenti sono concentrati principalmente sulla protezione delle mangrovie, il loro lavoro continua a portare benefici anche ai  formichieri setosi e ad altri animali selvatici.

Paulinho Morro do Meio, pescatore, guida turistica e uno dei collaboratori della  Miranda, ha detto ad Hakai Magazine: «La sopravvivenza della nostra comunità è minacciata dal cambiamento climatico, dall’innalzamento del livello del mare e dalle tempeste. Le mangrovie sono la nostra migliore difesa e lavoriamo duramente per ripristinarle». Il delta del Parnaíba ha però suscitato nella Miranda un interesse maggiore per i formichieri setosi ancora da scoprire, che forse vivono nelle foreste secche tra il delta del Parnaíba e le lontane foreste pluviali, e conclude: «Ho la sensazione che ci siano più popolazioni “anello mancante”».

A cura di GreenReport.it

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