Velenoso ma non per tutti, scoperto un bruco di falena che si nutre del rododendro rosso

La maggior parte degli impollinatori evita la pericolosa pianta, conosciuta anche con il nome di rosa delle Alpi, ma le larve della falena Lyonetia ledi sembrano essersi specializzate

Una larva di Lyonetia ledi - Foto Alpine Entomology
Una larva di Lyonetia ledi - Foto Alpine Entomology
TiscaliNews

I bruchi della falena Lyonetia ledi si sono specializzati nel raggiungere il rododendro rosso, una pianta altamente velenosa nota anche come rosa delle Alpi, o Rhododendron ferrugineum. A rivelarlo uno studio, pubblicato sulla rivista Alpine Entomology, condotto dagli scienziati dei Musei Statali del Tirolo, che hanno scoperto una specie di falene le cui larve riescono a perforare la zona superiore della foglia e a raggiungere l’interno dopo la schiusa del bruco. Il rododendro rosso, spiegano gli autori, è una pianta che la maggior parte degli impollinatori evita rigorosamente.

Un rododendro rosso (Rhododendron ferrugineum) - Foto Shutterstock

Durante un periodo nuvoloso nel luglio di quest’anno, un team di entomologi che studiavano farfalle ad Ardez nella valle dell’Engadina, in Svizzera, si è fermato per caso davanti a un cespuglio di rose delle Alpi, dove è emersa una vasta presenza di bruchi di falena. I ricercatori, guidati da Peter Huemer e Jürg Schmid, hanno riconosciuto l’importanza della scoperta e approfondito le indagini a riguardo. Il lavoro del gruppo di ricerca ha portato alle prove di una popolazione stabile di bruchi che riescono a nutrirsi delle foglie del Rhododendron ferrugineum.

Gli esperti hanno poi allevato con successo i bruchi in laboratorio, e hanno scoperto che si tratta della specie Lyonetia ledi. La popolazione engadinese, tuttavia, si trova a più di 400 km di distanza dalle altre popolazioni conosciute più vicine, che si trovano al confine tra Austria e Repubblica Ceca. La specie, confermata tramite analisi genetiche, potrebbe essere migrata dopo l’ultima era glaciale.