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Sembra un normale bosco, ma è un albero di pioppo tremulo che pesa più di 6.000 tonnellate: ecco l’organismo più grande del mondo

Si chiama Pando ed è costituito da decine di migliaia di fusti separati ma cloni originati da un unico esemplare maschio

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Foto dell'Associazione Amici di Pando
Foto dell'Associazione Amici di Pando

Si chiama Pando l'organismo più grande del mondo. E’ un pioppo tremulo che prospera sulla Terra da almeno 14mila anni. Le sue radici, che hanno dato origine a migliaia di cloni indipendenti, si estendono su un’area di oltre mezzo chilometro quadrato. Anche il suo peso è ragguardevole, la pianta – stimano i botanici – pesa oltre 6 mila tonnellate. L’organismo, che vive al confine occidentale dell'altopiano del Colorado, nella Fishlake National Forest dello Utah (Usa), sembra però in serio pericolo.

I rischi per il "bosco clone"

Foto dell'Associazione Amici di Pando

Una combinazione di eventi letali, tra cui anche il riscaldamento globale, potrebbe spazzarlo via dalla faccia della Terra. Stando a quanto spiegato da Richard Elton Walton, ricercatore presso la Newcastle University, i cloni possono esser considerati come un unico grande esemplare: e già questo è un limite evolutivo che comporta molteplici rischi. Va poi considerato che tanto tempo fa, sotto le fronde dell’esteso pioppo tremulo, che conta circa 47 mila individui, vivevano predatori come lupi e puma, capaci di contenere la crescita di erbivori (cervi e alci in primis). Senza nemici gli erbivori sono liberi di moltiplicarsi, e la loro attività preferita è quella di brucare senza sosta i teneri germogli di pioppo tremulo.

Ecosistemi a rischio

Foto dell'Associazione Amici di Pando

Non crescono più nuovi alberi, e quelli vecchi - privi di una differenziazione genetica che offre loro una protezione - devono vedersela con le patologie più disparate. Al momento, si legge sulle pagine di The Conversation, Pando soffre di almeno 3 diverse malattie croniche. Niente di allarmante, spiega Walton, ma senza un rinnovamento dei singoli individui esiste una concreta possibilità che nei prossimi anni le patologie possano diventare più aggressive, con effetti devastanti. Sotto i suoi rami, infatti, trovano rifugio una settantina di specie tra piante e animali, che per la loro sopravvivenza dipendono dal pioppo tremulo.

E poi anche il riscaldamento globale

Foto dell'Associazione Amici di Pando

L’immenso “bosco clonato” deve poi vedersela con il riscaldamento globale, e il pioppo tremulo non sembra andare d’accordo con la siccità. I botanici si dicono comunque ottimisti. Pando, con i suoi 14mila anni di età, ha certamente affrontato momenti difficili, ma in qualche modo è riuscito a giungere fino a noi e dunque potrebbe trovare una strada sicura che lo condurrà verso un futuro più prospero.

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