L’olio esausto diventa biocarburante per vaporetti: così Venezia scommette su una navigazione più green

L’olio esausto diventa biocarburante per vaporetti: così Venezia scommette su una navigazione più green

A Venezia l’eccellenza è sempre stata di casa. Grazie al suo immenso patrimonio artistico, culturale e paesaggistico, l’antica città lagunare rappresenta un unicum in tutto il mondo. La Serenissima continua così a conservare, pur in mezzo a tante difficoltà, una sterminata ricchezza che è tutta da proteggere e tutelare. Per questo oggi, fra i suoi primati, detiene anche quello dell’attenzione per l’ambiente, rivelandosi la prima città d’Italia per la raccolta differenziata. Ma da un anno Venezia si distingue anche per una nuova iniziativa ecologica: il riciclo dell’olio esausto come biocarburante per i vaporetti.

La società Veritas, in accordo con Actv, l’azienda di trasporti pubblici di Venezia, si è fatta carico di ritirare dai ristoranti gli oli di cottura, gli oli vegetali e i grassi animali residui, ridandogli nuova vita ed evitando che finiscano per inquinare mari, fiumi e terreni. Il progetto è partito il 1° aprile 2018, e dal giugno 2018 Eni ha dato il via alla prima raccolta di oli alimentari esausti anche nelle case dei propri dipendenti. “Lo scopo è quello di sensibilizzare i cittadini e punta a rendere la produzione e l’utilizzo dell’energia efficienti e sostenibili, trasformando un rifiuto inquinante come l’olio alimentare in una risorsa”.

Alla raffineria di Porto Marghera giungono ogni anno da tutta Italia 75 mila tonnellate di olio alimentare esausto, che sommato a quello di Venezia forniscono circa 1 milione di litri di biocarburante, utilizzabile per movimentare una flotta di 160 mezzi, e riducendo sensibilmente le emissioni di inquinanti. Quella che oggi si chiama economia circolare è il futuro nella raccolta dei rifiuti e nella salvaguardia dell’ambiente.

L’olio da cucina usato non è biodegradabile quindi è molto nocivo per l’ambiente: se non smaltito in maniera corretta provoca danni ingenti, anche solo un litro di olio disperso in mare causa la scomparsa di flora e fauna marina per un km quadrato. Lo scarico nel lavello o nel wc, oltre a intasare tubature e fognature riduce l’efficienza dei depuratori. Inoltre, lo sversamento di olio sul suolo impedisce il passaggio delle sostanze nutritive nel terreno, provocando gravi danni alle piante.

Nella bioraffineria di Porto Marghera l’olio viene analizzato e sottoposto a un trattamento che lo libera dalle impurità, e solo a quel punto può contribuire ad alimentare la flotta Actv, che ospita ogni anno circa 145 milioni di passeggeri. Un nuovo impulso all’economia circolare arriva anche dal riciclo dell’umido. Veritas e Syndial (la società ambientale di Eni) hanno di recente firmato un protocollo d’intesa finalizzato a realizzare un nuovo prototipo industriale che consentirà di trasformare i rifiuti in energia. Dai rifiuti umidi provenienti dalla raccolta differenziata si potrà anche ricavare acqua per usi industriali e irrigui. La ricerca scientifica e i cittadini veneziani stanno dunque lavorando in sinergia per individuare stili di vita più sostenibili e sensibili all’importanza delle azioni quotidiane, quelle che possono far svoltare il mondo.

Da oggi dunque potrete consumare con più leggerezza una bella frittura di pesce in laguna, con buona pace della vostra coscienza…