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Sculture di roccia modellate dal vento nel corso dei millenni

Le rocce di granito rosa della Costa Smeralda® sono un elemento distintivo del paesaggio gallurese e sono state scolpite dal vento e dall'acqua nel corso dei millenni

Consorzio Costa Smeraldadi Consorzio Costa Smeralda   
Sculture di roccia modellate dal vento nel corso dei millenni

I “conchi” o “tafoni” sono un tratto distintivo di tutta l’area della Gallura e ne caratterizzano il paesaggio incantevole. Il territorio gestito dal Consorzio Costa Smeralda è famoso anche per queste rocce di granito, che emergono dal mare e si stagliano sulle spiagge e sulle colline circostanti. Tali rocce, che conferiscono al paesaggio un aspetto selvaggio e suggestivo, sono state scolpite dal vento e dall'acqua nel corso dei millenni, assumendo forme bizzarre che scatenano la fantasia degli osservatori. Le formazioni rocciose a cupola, i grandi monoliti puntellati da cavità e anfratti, oltre a essere capolavori di scultura naturale, fin dalla preistoria sono stati ripari naturali per l’uomo.

Il granito è una roccia ignea plutonica, cioè formata dal raffreddamento e dalla solidificazione del magma all'interno della crosta terrestre. In particolare, il granito del territorio gestito dal Consorzio Costa Smeralda è caratterizzato da una colorazione rossastra, dovuta alla presenza di un minerale chiamato feldspato, che conferisce alla roccia un aspetto caratteristico e suggestivo. Le rocce di granito rosa sono presenti in tutta l’area consortile, sia lungo le spiagge sia sui rilievi. Alcune di queste rocce sono diventate famose per le loro forme particolari, come quelle sulla spiaggia di Liscia Ruja.

La superficie delle rocce di granito è caratterizzata da un aspetto scabroso e irregolare, con crepe e fessure che si sono formate nel corso di migliaia di anni a causa dell'erosione. Queste rocce sono molto resistenti e durevoli, e costituiscono un elemento importante del paesaggio naturale della Costa Smeralda®.

 

A due passi dall’area della Costa Smeralda® 

Vale la pena andare ad ammirare la famosa Roccia il Fungo Monti incappiddatu, che si trova ad Arzachena. Il nome le fu attribuito in epoca romana, quando la cittadina gallurese era chiamata Turubulus Maior (fungo grande). Questo enorme blocco di granito era utilizzato sin dalla preistoria come riparo: qui sono stati trovati materiali risalenti dal Neolitico (3500 a.C.) sino al periodo nuragico. Non lontano dalla roccia è stato anche individuato un villaggio nuragico. La roccia è diventata una delle attrazioni più famose dell’area e attira molti turisti ogni anno, che si avvicinano per scattare fotografie o per godere della vista spettacolare.

 

Sibilla Panfili

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