Canyon di Caprera, dove osano i giganti del mare. Tutti i segreti del santuario frequentato da sette specie di cetacei

Canyon di Caprera, dove osano i giganti del mare. Tutti i segreti del santuario frequentato da sette specie di cetacei

Gli studiosi ci lavorano da un pezzo. Il Canyon di Caprera, per loro, rappresenta il luogo perfetto dove andare alla scoperta di cose nuove. Sono tutti uniti dall'amore per il mare e per la sua tutela attraverso la ricerca scientifica e la divulgazione. Sono il gruppo di ricercatori, dottorandi, biologi marini, naturalisti, guide ambientali escursionistiche regionali ed educatori ambientali facenti parte dell'associazione Sea Me Sardinia. La onlus, costituita nel 2015, ha come base il Nord Sardegna e svolge attività di ricerca e di monitoraggio sui cetacei costieri e pelagici anche nei tratti di mare antistanti la Costa Smeralda.

Soprattutto d'estate i ricercatori sono impegnati in uscite quotidiane a circa trenta miglia da Capo Ferro intorno al canyon sottomarino di Caprera. «Il progetto prevede una ricerca pluriennale su base annuale sui cetacei pelagici presenti in quell'area. Si tratta della prima indagine scientifica a lungo termine dedicata allo studio di delfinidi e grandi cetacei nelle acque al largo della Sardegna nord orientale» spiega il biologo Luca Bittau, il presidente dell’associazione. Di notevole rilievo per gli studiosi è stato scoprire che l'area è frequentata da sette specie di cetacei sulle otto presenti nel bacino occidentale del Mediterraneo: la balenottera comune, il capodoglio, lo zifio, il grampo, il delfino comune, la stenella striata e il tursiope. Per tutte le specie (avvistate con cuccioli) l'area risulta essere una zona di alimentazione e di allevamento dei piccoli. La presenza di un sistema di correnti (giro di Bonifacio) crea una dinamica oceanografica di mare aperto che è il motore di tutta la catena alimentare nella zona, rendendo l'area molto produttiva. Purtroppo, per cause fisiche, concentra nelle acque del Canyon di Caprera oltre ai nutrienti anche gli inquinanti, di cui sono parti le macro e microplastiche. L’area è poi attraversata dal traffico navale commerciale e sfruttata dalla pesca d’alto mare, sportiva e professionale con palangari e strascichi pelagici.

Al momento, la raccolta dati è in corso grazie alla collaborazione con Whale Watching Sardinia che ospita abitualmente a bordo ricercatori durante le escursioni di whale watching. L'analisi dei dati raccolti sarà, a sua volta, possibile grazie alla collaborazione che Sea Me Sardinia sta attivando con la One Ocean Foundation, collaborazione che consentirà di concludere le ricerche sul Canyon, rendendole disponibili per la comunità scientifica, con l'obiettivo primario di candidare il Canyon di Caprera a Imma (Aree di Importanza per i Mammiferi Marini) in corrispondenza del prossimo workshop sulle Imma nel mar Mediterraneo. Sono anche attive numerose iniziative di sensibilizzazione ed educazione mirate alla salvaguardia del Mediterraneo e degli oceani. L’estate scorsa sono stati promossi tre progetti di sensibilizzazione ed educazione ambientale: Settimane Natura & Ambiente del centro velico Caprera, l'evento Basta con la plastica a La Maddalena e la serata La Notte delle Balene! a Porto Rafael.