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Pulire l’argenteria: la soluzione fai da te a basso impatto ambientale

Tessa Gelisiodi Tessa Gelisio   
Pulire l’argenteria: la soluzione fai da te a basso impatto ambientale

A chi non è mai capitato di perdere interi pomeriggi a pulire l’argenteria, ormai resa scura e opaca dal passare del tempo? Purtroppo, l’argento perde la sua lucentezza con gli anni: per togliere il tipico effetto nebbia e le macchie che si formano sulla sua superficie, da sempre ci siamo rassegnati a investire ore di lavoro e olio di gomito, con risultati non sempre ottimali. Eppure, esiste una facile ricetta casalinga che permette di riportare gli argenti al loro originario splendore, senza troppo sforzo e, soprattutto, nel pieno rispetto dell’ambiente.

Ho deciso quindi di presentarvi questa facile – e ovviamente ecocentrica – soluzione per un’argenteria sempre gradevole da ammirare. Bastano davvero pochi ingredienti, tutti peraltro a portata di ogni portafoglio!

Pulire l’argenteria: la soluzione ecocentrica

Come ho già accennato, nel tempo l’argenteria tende a perdere la sua originaria lucentezza. Oltre all’accumulo di polvere e comune sporco, si tratta di un fenomeno del tutto inevitabile: quello dell’ossidazione. La reazione avviene quando questo metallo entra in contatto con sostanze acide, come ad esempio il sudore corporeo, oppure con l’ossigeno e altri elementi chimici, come il rame o l’idrogeno solforato. Il risultato? La superficie dell’argento si scurisce, perdendo la brillantezza originaria.

Per quanto l’ossidazione sia inevitabile, vi è una facile ricetta che permette di ridurne gli effetti, ripristinando gran parte della lucentezza del metallo. Realizzarla è semplicissimo, basta procurarsi:

una bacinella capiente;della carta stagnola non trattata con oli e siliconi, poiché renderebbe nulla la reazione chimica;sale e bicarbonato nella stessa quantità, ad esempio due ciotoline ricolme;dell’acqua, quanto basta per riempire la bacinella.

Il procedimento è davvero semplicissimo. Iniziamo ricoprendo l’interno della bacinella con la carta in alluminio, dopodiché versiamo l’acqua fino al livello desiderato. Aggiungiamo il sale e il bicarbonato, mescolando fino al completo scioglimento, e immergiamo la nostra argenteria, lasciandola nella soluzione per circa 10 oppure 15 minuti. Se gli oggetti da pulire non rimangono completamente immersi, di tanto in tanto si possono rovesciare affinché la soluzione agisca su tutta la loro superficie.

Trascorso il tempo necessario, si passa l’argenteria con un panno in cotone, per lucidarne la superficie e rimuovere macchie e aloni. Infine, si asciuga il tutto con cura: si noterà subito un argento più brillante, a dir poco ringiovanito!

Consigli per un argento brillante a lungo

Ma una volta pulito l’argento, come mantenere la brillantezza ritrovata a lungo? Come ho già spiegato, il processo di ossidazione non è facile da evitare: di conseguenza, ciclicamente l’operazione con sale e bicarbonato andrà ripetuta. Vi sono dei consigli, tuttavia, utili per rallentare questo processo:

Conservare l’argenteria lontano da altri metalli: quando si decide di esporre l’argenteria, si prediligano le vetrinette oppure i mobili in legno. Il processo di ossidazione può essere accelerato dal contatto con altri metalli, come il rame o l’acciaio;Non usare sacchetti in plastica: per chi decide invece di conservare l’argenteria in ambienti chiusi, per riprenderla solo quando è necessario, il consiglio è evitare contenitori e sacchetti in plastica. Possono infatti intrappolare l’umidità, favorendo l’ossidazione. La soluzione più idonea è invece proteggere l’argenteria con sacchetti in cotone oppure in lino, che garantiscono una corretta aerazione degli oggetti da conservare;Pulire a fondo dopo l’uso: quando si utilizza l’argenteria, è necessario pulirla a fondo immediatamente dopo l’uso, per evitare che le sostanze acide presenti nel cibo – o le particelle di sudore, si pensi ad esempio alle stoviglie in argento – agiscano sulla superficie dell’oggetto. Per farlo, si può sempre ricorrere a una soluzione con sale e bicarbonato;Non usare la lavastoviglie: similmente a quello che avviene con l’alluminio, è sconsigliato inserire forchette, coltelli e cucchiai in lavastoviglie, così come altra argenteria. Per effetto dei classici detergenti creati appositamente per l’elettrodomestico, in cui di norma sono presenti sostanze abrasive, la superficie potrebbe annerirsi in modo irrecuperabile. Se non è possibile far altrimenti, gli oggetti in argento dovranno essere lavati da soli, in particolare non si dovranno unire in lavastoviglie con posate in acciaio.

E la carta di giornale? Sui social network stanno circolando moltissimi tutorial in cui si consiglia di lucidare l’argento con la carta di giornale, poiché leggermente ruvida e quindi utile per rimuovere lo strato superficiale più annerito del metallo. In realtà, si tratta di un metodo inefficace, se non dannoso: gli inchiostri impiegati per la stampa, infatti, possono contenere sostanze acide dannose per l’argento. Di conseguenza, si dovranno sempre utilizzare panni in tessuto naturale, come i già citati cotone e lino.In definitiva, è possibile ottenere dell’argenteria pulita e brillante senza troppo sforzo: il tutto con una spesa minima e, fatto non meno importante, a impatto ridottissimo sull’ambiente!

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