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Inquinamento da microplastiche, tutte le novità sostenibili per limitare i danni all’ambiente

Dai filtri da applicare alla lavatrice agli elettrodomestici di ultima generazione, già dotati di sistema di raccolta. La guida completa

Tessa Gelisiodi Tessa Gelisio   
Inquinamento da microplastiche, tutte le novità sostenibili per limitare i danni all’ambiente

In questo barattolo ho raccolto le microplastiche che che sono riuscita a catturare negli ultimi anni dalla lavatrice. Avreste mai detto che questi elettrodomestici rappresentano una delle principali cause del rilascio di microplastiche nell’ambiente? Proprio così: ogni volta che avviamo un ciclo di lavaggio con capi sintetici, vengono rilasciati nelle acque di scarico migliaia di frammenti di plastica di origine tessile, visibili e invisibili. Dei residui talmente minuscoli che superano agilmente la barriera dei depuratori delle acque reflue, andando così a contaminare corsi d’acqua e ambienti marini dove entrano nella catena alimentare. Fortunatamente, oggi esistono delle valide soluzioni per limitare questo fenomeno: i filtri da applicare alla lavatrice o, ancora, gli elettrodomestici di ultima generazione già dotati di sistema di raccolta per le microplastiche. Vi ho parlato più volte, qui su Ecocentrica, dei gravi problemi che le microplastiche stanno causando al Pianeta. Ormai ubiquitarie, hanno contaminato tutti gli ecosistemi oggi conosciuti. E, oltre al danno ambientale, vi è anche quello per la salute: ogni giorno respiriamo, beviamo e mangiamo centinaia di microplastiche e gli effetti sul nostro organismo non sono ancora completamente noti ma già allarmanti. Per questo, è necessario ridurne il più possibile la loro produzione, partendo proprio dalla lavatrice di casa.

Microplastiche e cicli in lavatrice

Ogni volta che avviamo un ciclo di lavaggio di capi sintetici in lavatrice, rilasciamo nell’ambiente fino a 700.000  microplastiche. È il dato allarmante rivelato da uno studio della Plymouth University, condotto nel 2016 su un campione rappresentativo di famiglie del Regno Unito. Nei fatti, lo sfregamento delle fibre sintetiche nel cestello causa il distacco di frammenti plastici, invisibili a occhio nudo, capaci di superare i sistemi di filtraggio delle acque di scarico e giungere, così, ai corsi d’acqua.Questo preoccupante dato ha trovato conferma anche in un secondo studio, condotto dall’Università della California Santa Barbara in collaborazione con Patagonia, il brand specializzato in abbigliamento più sostenibile. Dai test condotti, una singola giacca in tessuto sintetico può rilasciare fino a 1.7 grammi di microplastica a ogni lavaggio. Che fare, allora?Il primo consiglio è quello di prediligere capi in fibre naturali, come ad esempio il cotone, che risultano perfettamente biodegradabili in caso di distacco durante il lavaggio. Dopodiché, usare sempre l’ammorbidente (ecobio) quando si lavano indumenti sintetici, poiché può ridurre sensibilmente le microplastiche prodotte. E, infine, dotarsi di opportuni accessori o di elettrodomestici di ultima generazione, progettati proprio per ridurre la presenza di frammenti di microplastica nelle acque di scarico.

Sacchetti e filtri per la lavatrice

Come ho già accennato, il primo passo per ridurre la produzione di microplastiche in lavatrice è quello di dotarsi di opportuni accessori. Purtroppo, al momento queste soluzioni non sono in grado di trattenere completamente i frammenti di plastica – a seconda del prodotto, l’efficacia è dal 25 al 70%, così come vi ho raccontato in un precedente aggiornamento – ma rappresentano l’alternativa ideale per chi non può cambiare elettrodomestico.In buona sostanza, sul mercato sono disponibili due tipologie di prodotti diversi:

sacchetti: sono realizzati in materiali porosi, come il tessuto non tessuto o il poliammide, che permettono il passaggio sia dell’acqua che del detersivo. È sufficiente inserire i capi sintetici nel sacchetto e riporre quest’ultimo all’interno del cestello della lavatrice;filtri: si tratta di accessori che vengono montati sugli scarichi della lavatrice e, forzando il passaggio dell’acqua attraverso diversi strati filtranti, trattengono una buona parte delle microplastiche.

Sul mercato si trovano ormai sacchetti per microplastiche di tutte le marche. I più noti sono certamente i Guppyfriend, disponibili pressoché ovunque online a costi abbastanza contenuti. Patagonia, ad esempio, li offre sul suo store ufficiale a 30 euro a confezione.Per chi volesse invece installare un filtro sullo scarico, PlanetCare offre diversi kit a partire da 59.59 euro. La confezione include un vaso di raccolta con filtri incorporati, 3 cartucce di ricambio per un totale di 60 lavaggi e, naturalmente, tubi e agganci per il collegamento al proprio apparecchio. In alternativa, Electrolux offre il suo sistema di raccolta con aggancio a parete a 99.99 euro, completo di cartucce, tubi e accessori di pulizia.

Lavatrici con filtri per microplastiche incorporati

Sacchetti e filtri rappresentanno probabilmente una soluzione di transizione, poiché i grandi produttori di elettrodomestici si stanno orientando verso sistemi di raccolta incorporati negli stessi apparecchio. A far da traino per tutto il mercato europeo è una normativa approvata in Francia, che prevede che entro il 2025 tutte le nuove lavatrici vendute siano dotate di appositi filtri per le microplastiche. E nonostante anche l’UE si stia muovendo in questa direzione, già da ora a beneficiarne sarà tutto il Vecchio Continente: difficilmente, infatti, i produttori differenzieranno i loro cataloghi per un singolo Paese.In linea generale, queste lavatrici sono dotate di filtri interni dalle funzionalità simili a quelli esterni. Le microplastiche vengono poi raccolte in un apposito cassetto, che può essere facilmente svuotato. Naturalmente, saranno i produttori stessi a fornire sul mercato cartucce e parti di ricambio.Sul mercato italiano sono già apparse alcune lavatrici con filtro anti-microplastiche incluso. Ad esempio, Grundig ha già lanciato la sua linea FiberCatcher: queste lavatrici sono dotate di filtri certificati VDE, capaci di trattenere fino al 90% dei frammenti di fibre sintetiche rilasciati dai vestiti. La microplastica viene poi raccolta in un comodo cassettino, posizionato all’interno del vano detersivi. Dalla collaborazione sempre tra Patagonia e Samsung, invece, sono nate le lavatrici con tecnologia EcoBubble: un apposito ciclo di lavaggio, ideato per ridurre di oltre il 50% il distacco di microplastiche dai tessuti. Altri apparecchi, dei più svariati produttori, sono attesi sul mercato entro la fine del 2023.

In definitiva, con poco sforzo e un piccolo investimento possiamo ridurre sensibilmente il rilascio di microplastiche nell’ambiente, a ogni singolo lavaggio. Prestando però, attenzione, a una facile indicazione: i frammenti trattenuti non andranno gettati nella plastica, bensì nell’indifferenziato, poiché impossibili da riciclare.I contenuti di questo post non sono legati a nessun tipo di operazione commerciale.Le aziende e i prodotti segnalati sono stati recensiti di mia iniziativa e in base ai miei gusti e valori.

Tessa Gelisio

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