Glaucoma: il ladro silenzioso della vista

Glaucoma: il ladro silenzioso della vista

Dalla diagnosi precoce l’arma più efficace per fermare la degenerazione del nervo ottico e scongiurare il rischio di cecità

E’ la prima causa di cecità assoluta ed irreversibile al mondo e affligge oltre 50 milioni di persone a livello globale. Parliamo oggi del glaucoma, una malattia degenerativa che colpisce il nervo ottico, la preziosa struttura nervosa che trasmette le informazioni visive dalla retina al cervello. 

Per le sue caratteristiche subdole e ambigue il glaucoma è stato soprannominato dagli esperti “il ladro silenzioso della vista”. Una definizione quanto mai appropriata visto che questa terribile patologia non presenta, in molti casi, alcun sintomo specifico: si stima, infatti, che solo il 50% di soggetti affetti dal glaucoma sappia di avere la malattia, percepita in modo evidente solo nelle fasi più evolute e pertanto tardive, quando il recupero funzionale è ormai impossibile. 

Una elevata pressione intraoculare, l’età avanzata, la miopia e il diabete: sono questi i principali fattori di rischio che possono aumentare il rischio di sviluppare il glaucoma, che riduce progressivamente il campo visivo – a partire dalle zone laterali fino alla porzione centrale – compromettendo le attività quotidiane più abituali.

Diagnosi precoce: lo screening per fermare in tempo il glaucoma

Come nel caso di molte altre malattie umane, il fattore tempo è cruciale, non solo per identificare la patologia, ma soprattutto per intervenire tempestivamente e fermare la degenerazione del nervo ottico. 

Ecco, allora, che la diagnosi precoce diventa l’unica, vera arma per individuare i segnali di un glaucoma e contrastare le progressive disfunzioni visive indotte dalla malattia, scongiurando il rischio di cecità. 

Gli esperti, infatti, raccomandano a tutte le persone over 40 di sottoporsi a periodiche visite oculistiche. In particolare, il protocollo proposto dalla Società Oftalmologica Italiana per la prevenzione del glaucoma prevede una visita oculistica all’età di 40 anni e successivamente una visita ogni 4 anni fino ai 50 anni. Dopo i 50 anni, l’osservazione medica si intensifica con una visita oculistica ogni 2 anni. 

Maggiore deve essere la frequenza degli screening periodici in presenza di particolari fattori di rischio come, ad esempio, la miopia, l’assunzione di farmaci steroidei, il diabete e una familiarità nei confronti di questa malattia.

Il campo visivo è l’esame essenziale per il monitoraggio del glaucoma, perché permette di valutare direttamente la funzionalità del nervo ottico. Un monitoraggio che deve continuare per tutta la vita, al fine di tenere sotto controllo l’andamento della malattia e intervenire tempestivamente in caso di peggioramento. Misurare periodicamente la pressione oculare è un’altra strategia efficace per scongiurare il pericolo glaucoma. 

Glaucoma, è possibile prevenirlo?

Una vera e propria prevenzione primaria, cioè un’azione sull’ambiente o sul comportamento delle persone allo scopo di evitare l’insorgenza della malattia, non é facile da attuare.

Esistono molti dati che dimostrano che una dieta corretta, corrette abitudini di vita quali evitare il fumo, fare regolarmente un moderato esercizio fisico, mantenere un peso corporeo controllato, sono tutti elementi protettivi rispetto alla progressione del glaucoma.

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