Dalle rinnovabili ai combustibili fossili fino anche al nucleare: cosa è successo nell’anno della crisi energetica

Si è tornato a parlare con più vigore di rinnovabili ed alternative ai combustibili fossili, ma è tornata in voga anche la questione del nucleare, quella dell’idrogeno e, naturalmente, anche il risparmio energetico

Dalle rinnovabili ai combustibili fossili fino anche al nucleare: cosa è successo nell’anno della crisi energetica

Mai come in questo 2022 quello dell’energia è diventato un tema di strettissima attualità. La forte crisi energetica che ha colpito l’Europa, con un rincaro delle tariffe a cui non si assisteva da decenni, ha costretto l’opinione pubblica e la politica sia al ripensamento dei consumi che a una riflessione sulle fonti energetiche. E così si è tornato a parlare con più vigore di rinnovabili ed alternative ai combustibili fossili, ma è tornata in voga anche la questione del nucleare, quella dell’idrogeno e, naturalmente, anche il risparmio energetico. Ma quali sono le notizie che hanno davvero caratterizzato questo anno ormai giunto al termine e, soprattutto, quali sono le prospettive per il futuro? Per rispondere a questa domanda, ho deciso di raccogliere per voi alcuni dei temi centrali che abbiamo discusso qui su Ecocentrica negli ultimi mesi. Con un quesito ancora aperto: quando riusciremo davvero a raggiungere una piena decarbonizzazione e a produrre energia al 100% rinnovabile?

Fonti rinnovabili: stiamo davvero facendo abbastanza?

Non è di certo un segreto: i combustibili fossili non possono più rappresentare la soluzione al nostro fabbisogno energetico. E non solo perché negli ultimi mesi hanno raggiunto tariffe record, ma anche e soprattutto poiché altamente inquinanti. Eppure, per quanto l’Italia sia un Paese che potrebbe sfruttare in modo ottimale le rinnovabili data la sua conformazione geografica e il suo clima, il mix energetico dello Stivale è ancora ampiamentea ad appannaggio del gas. Proprio così: la prima fonte di produzione di energia elettrica nel nostro Paese è rappresentata dalla combustione del metano.Nonostante negli ultimi 17 anni la produzione di energia elettrica da fotovoltaico ed eolico sia passata dal 15 a quasi il 40% a livello nazionale, ci sono ancora molti intoppi per un pieno sviluppo delle rinnovabili. Per capire quali siano le ragioni di questo blocco, la scorsa primavera ne ho parlato con Stefano Ciafani, Presidente Nazionale di Legambiente, proprio qui su Ecocentrica. Mentre si cerca di raggiungere l’obiettivo di almeno un 72% di energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili entro il 2030, per un totale di 70 Gigawatt, a mettersi di traverso sembra essere la burocrazia: tra lunghi processi di autorizzazione, cavilli legislative e il ruolo delle sovrintendenze, serve snellire il processo se vogliamo davvero dire addio alle fossili in tempi rapidi.

Fotovoltaico ed eolico? Produciamo energia anche sul balcone

Il caro-energia ha ovviamente spinto molte famiglie italiane a cercare soluzioni alternative, con l’autoproduzione diventata la prima scelta sul fronte dell’indipendenza energetica domestica. Non tutti possono però permettersi l’installazione di un classico impianto fotovoltaico, sia per ragioni di spazio che ed economiche, e così molti desistono ancora prima di cominciare. Eppure sul mercato in questo 2022 sono arrivate delle alternative assolutamente da prendere in considerazione, magari meno performanti ma capaci di garantire comunque un risparmio: il fotovoltaico dal balcone e il mini-eolico.Ne ho parlato su queste pagine qualche mese fa: oggi è ad esempio possibile installare piccoli pannelli fotovoltaici sulle ringhiere di balconi e terrazze, senza la necessità di richiedere particolari autorizzazioni, purché si rimanga sotto agli 800 Watt di potenza. E lo stesso vale anche per le mini-pale eoliche, di piccolei dimensioni ma capaci di garantire almeno 500 watt di energia. Il tutto a prezzi abbastanza contenuti: con un investimento di circa 1.000/1.200 euro – che diventano 600, se si approfittano delle detrazioni al 50% – si può ridurre la bolletta annuale del 30-35%. Si tratta di circa 300 euro risparmiati: non male, vero?

A che punto siamo con la decarbonizzazione?

Come ho già accennato nei precedenti paragrafi, mentre a livello domestico cerchiamo di correre ai ripari con impianti rinnovabili per l’autoproduzione, a livello nazionale l’energia è ancora largamente legata ai combustibili fossili. Il gas rimane la prima risorsa per produrre energia elettrica, pur crescendo sensibilmente le fonti rinnovabili. Ma a che punto siamo con la decarbonizzazione?Lo scorso luglio è stata pubblicata la Relazione Annuale sulla Situazione Energetica Nazionale, di cui abbiamo parlato anche qui su Ecocentrica, e la prospettiva non è ancora delle più rosee. Il 40.9% di tutta l’elettricità prodotta deriva dal gas naturale, a cui segue il 32,9% da petrolio e derivati. In media, ogni giorno il 59.7% dell’energia è prodotta dal termoelettrico non rinnovabile, il tutto con enormi emissioni di CO2 e altri gas climalteranti. Sul fronte delle rinnovabili lo Stivale si trova in posizione migliore rispetto altri Paesi del Vecchio Continente – il 20.4% di energia rinnovabile finale lorda consumato rispetto al 17% richiesto dall’Europa – ma l’obiettivo è di arrivare al 32% entro il 2030. Ce la faremo?

Energia: la fissione nucleare ritorna nel dibattito pubblico

Il 2022 ha anche segnato il repentino ritorno della fissione nucleare all’interno del dibattito pubblico – e politico – del Paese. Tra gruppi di pressione e leciti dubbi dei cittadini, in molti si sono chiesti se non fosse arrivato per l’Italia il momento di tornare al nucleare. Un tema che è ribalzato per mesi sui social network e sui media più generalisti, anche alimentato dalla campagna elettorale per le ultime elezioni politiche, dove l’energia dell’atomo è diventata un cavallo di battaglia per una grande vastità di partiti. Tuttavia, tirando le somme di fine anno, questo dibattito non è sembra essere stato affrontato né con serietà né con completezza informativa.Ne ho già parlato anche sulle pagine di questo sito: la confusione l’ha fatta da padrona. Tra chi ha sbandierato le centrali nucleari di quarta generazione come immediata panacea di tutti i mali, quando in realtà tecnologia che richiederà ancora diversi anni prima che sia disponibile, e disinformazioni sulle scorie, la discussione è stata ben poco edificante.Pur riconoscendo come la fissione nucleare sia un sistema dalle emissioni climalteranti davvero ridotte, non si possono ignorarne i limiti. La costruzione di una nuova centrale potrebbe richiedere 15 anni e ingenti fondi pubblici, tuttavia non abbiamo quel tempo a disposizione: la crisi climatica ed energetica è ora, dobbiamo affrontarla con tecnologie che sono già a nostra disposizione. Ancora, per le centrali di quarta generazione si rischia di dover attendere ancora 20 anni e, anche in questo caso, il nodo delle scorie e della sicurezza non saranno completamente risolti.

E l’idrogeno?

Come facile intuire, si è anche molto parlato di idrogeno negli ultimi mesi, sempre per via della crisi energetica in corso e la necessità di trovare nuove fonti, possibilmente a basso impatto ambientale. Oggi la quota energetica relativa all’idrogeno è meno del 2% sulla produzione globale, ma il Green Deal europeo vuole portare questa soglia al 13-14% entro il 2030.Eppure, come abbiamo visto anche qui su Ecocentrica, per quanto questa innovazione sia decisamente promettente, vi sono ancora diversi ostacoli da superare. Il primo, quello di una produzione che non richieda a sua volta grandi quantità di energia per poter ricavare quantità di idrogeno sufficienti, ad esempio tramite elettrolisi. Poi, la discussione scientifica verte sui sistemi di stoccaggio più sicuri e su come ampliare, sempre in modo altrettanto sicuro, la rete distribuzione. Fortunatamente, le tecnologie sembrano muoversi abbastanza velocemente e quella dell’idrogeno per tutti potrebbe essere una prospettiva non troppo lontana nel futuro.

Risparmio di energia, le nostre piccole azioni quotidiane

Infine, il 2022 è stato anche l’anno in cui si è iniziato a parlare con più serietà di risparmio energetico e riduzione dei consumi, sia per la questione caro-bollette che per una maggiore attenzione ambientale. D’altronde, bastano anche piccole abitudini quotidiane per ridurre il proprio impatto sia in termini di portafoglio che ambientali.Su Ecocentrica abbiamo ad esempio visto come recuperare qualche centinaio di euro l’anno con piccole azioni quotidiane come il cambio delle lampadine, un uso più morigerato degli elettrodomestici e l’aggiornamento dei sistemi di riscaldamento. Su questo ultimo punto, vi ho ad esempio illustrato i vantaggi del cambio della caldaia, per trovare soluzioni meno energivore e a basse emissioni. Ancora, abbiamo anche discusso del problema dello stand-by: un’abitudine che ci può costare quasi 200 euro l’anno.In definitiva, risparmiare energia a livello domestico è possibile grazie a piccoli accorgimenti quotidiani. Nel frattempo, la speranza è che le rinnovabili si diffondano sempre più e si possa dire finalmente addio agli inquinanti, e cari, combustibili fossili.

L'articolo Energia: cosa è successo nell’anno della crisi energetica sembra essere il primo su Ecocentrica.