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Ecocentrica, gatto e solitudine domestica

Tessa Gelisiodi Tessa Gelisio   
Ecocentrica, gatto e solitudine domestica

L’idea più diffusa è quella del gatto come animale solitario, indipendente e autonomo, che non disdegnaaffatto la solitudine casalinga. Ma questa è una credenza popolare, una sorta di luogo comune che nonsempre ricalca la realtà e che, principalmente, non tiene conto dell’indole del quadrupede e del suocarattere. In generale i felini di affezione sono esemplari che ben tollerano la pace domestica, in assenzadell’umano di riferimento, ma che non amano vivere a lungo da soli.

Come anticipato tutto dipende dalla propensione personale, ad esempio un gatto che segue il proprietario ovunque – magari piangendo dietro alle porte chiuse – sarà meno felice di sopportare le lunghe assenze dell’amico umano. Al contrario un felino che è abituato a rimanere solo per ore, oppure a girovagare per il quartiere, è più tollerante nei confronti della solitudine domestica. Il carattere incide come l’età e le abitudini personali, sono tutti fattori da non trascurare.

Cosa succede al gatto quando rimane da solo

La risposta è semplice ed è legata alle abitudini personali del gatto, ovvero se l’animale passa lunghe ore da solo e in serenità non patirà troppo la mancanza del proprietario. Trascorrerà il tempo sonnecchiando o sgranocchiando qualche crocchetta, oppure giocando con ciò che è solito utilizzare. Magari potrà mettere in pratica qualche piccola trasgressione domestica come, ad esempio, dormicchiare in zone della casa spesso a lui vietate. Al contrario se non ama la solitudine la subirà al pari di un’imposizione, come un abbandono e con forte stress.

In particolare se le ore di assenza possono rivelarsi eccessive tanto da spingerlo a soffrire di solitudine e noia, specialmente se non ha nessuna valvola di sfogo o attività che lo possano distrarre. L’assenza ripetuta, se non ben calibrata da una presenza costruttiva, può favorire nel gatto una condizione che è tipica dei cani ovvero lo stress e la sindrome dell’abbandono. Spingendolo a mettere in atto comportamenti distruttivi nei confronti di oggetti e mobili, aumentando il nervosismo personale, l’ansia e l’aggressività.

Rendendolo anche più apatico e depresso, fino a costringerlo a lamentarsi e miagolare con frequenza, per poi fuggire al contatto in presenza dell’amico umano. Ma quali sono i segnali di disagio che il gatto lancia? Eccoli di seguito:

il gatto appare nervoso, agitato, in particolare quando gioca dove incanala tutta la sua frenesia di muoversi e correre;dorme poco, agitandosi particolarmente durante la notte;al contrario dorme troppo e risulta apatico nei confronti delle varie attività, ad esempio il gioco e le coccole che rifugge;mangia troppo e risulta in sovrappeso;rilascia i bisogni fisiologici al di fuori della lettiera.Come aiutare un gatto che rimane a lungo da solo in casa

Per aiutare il gatto ad abituarsi alle varie assenze quotidiane del proprietario è importante che possa vivere una routine maggiormente stimolante, anche se è da solo. Ovviamente più è giovane maggiori saranno le possibilità che si abitui facilmente, includendo l’assenza all’interno della giornata. Il micio dovrà poter contare sulla possibilità di usufruire dell’ambiente domestico in sicurezza e in serenità, per questo è importante:

installare una gattaiola, se possibile, così da permettergli di girovagare sul balcone che dovrà risultare chiuso e protetto da una rete;lasciare sempre cibo e acqua freschi magari disseminati in più ciotoline disposte per casa, e una lettiera pulita. Oppure con il supporto di un dispenser automatico;predisporre giochi, articoli ludici e tiragraffi da disporre per casa per consentire al gatto di utilizzarli all’occorrenza, in particolare se è annoiato o per sfogare lo stress;lasciare una tapparella sollevata così che il sole e la luce possano entrare in casa, permettendogli di sbirciare fuori, oppure lasciare la luce di casa e una radiolina accese;eliminare gli oggetti più fragili o da riporre sulla mensola più alta, così che il felino non possa romperli o farli cadere sul corpo;farsi aiutare da un cat sitter o da qualche amico e parente, una persona da introdurre per tempo nella vita del gatto e che potrà passare da casa durante le lunghe assenze. In modo da fargli compagnia e offrirgli cibo, acqua fresca;affiancare al gatto un nuovo felino di adozione così che i due si conoscano gradualmente, fino a farsi compagnia vicendevolmente.

Che il vostro gatto sopporti o meno la solitudine è importante che, in vostra presenza, possa trascorrere del tempo felice e di qualità. Durante le ore passate insieme concedetegli molte attenzioni, coccole e giocate tanto insieme così da eliminare le tensioni accumulate durante la giornata, agevolando un maggiore relax. Le effusioni e le cure renderanno il vostro gatto più felice e appagato, aumentando al contempo la sintonia reciproca.

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Tessa Gelisiodi Tessa Gelisio   
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