Crisi energetica: pregi e difetti del fotovoltaico plug and play e del microeolico

Crisi energetica: pregi e difetti del fotovoltaico plug and play e del microeolico

Avete mai sentito parlare di fotovoltaico plug and play e di microeolico? Non è di certo un segreto: sono una fiera sostenitrice delle fonti rinnovabili e, con la crisi energetica che stiamo vivendo in questo periodo, sono sempre più convinta che fotovoltaico ed eolico siano le chiavi per aiutare il Pianeta e renderci energeticamente indipendenti. E proprio in questo periodo, con i costi dell’energia alle stelle e il conflitto in Ucraina che potrebbe portare a un taglio delle forniture di gas, appare evidente come tutti siamo chiamati a fare la nostra parte.Così sono andata alla ricerca di soluzioni alla portata di tutti, anche di chi non può permettersi un impianto tradizionale sul tetto di casa, sia per ragioni di costi che di vincoli normativi. Il fotovoltaico plug and play e il microeolico rientrano in questa categoria, anche se sono ancora molto lontani dall’essere la panacea a tutti i mali. Ma come funzionano e quali sono i loro pregi e difetti? Ho sintetizzato per voi alcuni dettagli.

Fotovoltaico plug and play: il pannello solare per tutti

Come ho già accennato, l’installazione di un impianto fotovoltaico tradizionale non è sempre alla portata di tutti. Non solo poiché i costi non sempre sono accessibili a molte famiglie, anche in presenza di bonus e detrazioni fiscali, ma anche perché l’installazione non può avvenire ovunque. Per chi abita in condominio occupare una porzione di tetto è spesso utopia e, anche quando possibile, può esserci l’ostacolo dei più singolari regolamenti cittadini.Per cercare di ovviare a questi problemi, da qualche anno è nato il cosiddetto fotovoltaico plug and play: un impianto di piccole dimensioni, da installare in piena autonomia sul balcone o in giardino, dalla potenza ridotta rispetto al fotovoltaico tradizionale. Una soluzione nata più per calmierare le bollette che per trovare l’indipendenza energetica, anche perché la capacità è decisamente limitata. Ma come funziona il pannello solare per tutti?

Mini-fotovoltaico: come funziona?

Per fotovoltaico plug and play – detto anche mini-fotovoltaico – si intende un pannello dalla capacità ridotta, al di sotto degli 800 watt, che viene fornito da varie aziende già pronto per l’uso grazie a un apposito kit. Oltre al pannello, nella confezione sono disponibili delle staffe premontate per fissare il tutto al balcone, un inverter, eventuali altri accessori e una linea in ingresso alla normale rete elettrica.Chi acquista il kit non deve far altro che seguire le istruzioni per il montaggio sulla ringhiera del balcone, collegare l’inverter e inserire la linea di ingresso schuko a una normale presa di casa. Con meno di due ore di lavoro, si inizia a produrre energia elettrica che può essere sfruttata immediatamente.In genere, non ci sono grandi limitazioni all’installazione di questi mini-impianti. Bisogna però tenere presenti alcune considerazioni:

Anche per i pannelli fino a 800 watt è necessario comunicare al gestore della rete l’installazione dell’impianto, affinché possa correttamente gestire i flussi in entrata e in uscita a livello del contatore. Di solito, basta una semplice comunicazione online tramite un iter semplificato;Con il fotovoltaico plug and play, data la potenza ridotta, non si viene normalmente compensati per l’energia prodotta e non consumata immediatamente, quindi immessa in rete;Bisogna sempre controllare regolamenti condominiali, piani regolatori del comune e altri eventuali enti prima di installare i pannelli, soprattutto se in centri storici oppure su edifici di pregio.

I prezzi variano a seconda della potenza installata, dagli accessori presenti, dalla presenza di eventuali sistemi d’accumulo: i costi si aggirano fra i 250 e i 700 euro.

Quanto si risparmia con questo impianto?

Chiarisco innanzitutto un dubbio importante: il fotovoltaico plug and play non è la soluzione ideale per chi cerca di azzerare la propria dipendenza dalla rete elettrica nazionale, poiché ovviamente poco potente. Se si considera come un impianto classico ben dimensionato garantisca i 3 kW di cui una famiglia tipicamente ha bisogno, è evidente come i 350/800 watt del mini-fotovoltaico siano ben al di sotto di questa soglia.Eppure, un modesto guadagno lo si ottiene: a seconda della potenza installata, si possono risparmiare dai 90 ai 190 euro all’anno in bolletta. Il tutto sfruttando una porzione di energia non solo autoprodotta, ma anche pulita.

Microeolico da balcone: l’energia del vento, anche a casa

In modo simile al fotovoltaico plug and play, anche il minieolico da balcone sta attirando sempre più le curiosità di chi vuole ottenere un piccolo risparmio sulla bolletta. Anche se bisognerebbe parlare più propriamente di microeolico da balcone, per distinguerlo dai più potenti impianti da tetto o da giardino.Il microeolico da balcone è solitamente costituito da un rotore di ridotte dimensioni: l’ingombro è simile a quello di un’antenna parabolica per la ricezione dei canali satellitari. La configurazione più diffusa vede tre o più pale disposte in verticale – anche se non mancano soluzioni orizzontali – e il kit di montaggio prevede l’apposito palo da fissare alla ringhiera del balcone, l’inverter e il cavo di collegamento alla rete elettrica interna dell’appartamento.Facendo riferimento al microeolico a uso domestico, le capacità sono in genere limitate – le configurazioni più diffuse sono di 350 o 500 watt – ma è comunque necessario informarsi presso il gestore di rete per verificare la necessità di comunicazione dell’avvenuta installazione. In modo simile al fotovoltaico plug and play, bisognerà quindi vagliare i regolamenti condominiali, quelli comunali e altri eventuali vincoli.Poiché piccoli e leggeri, questi impianti da balcone si attivano anche a flussi di vento blandi – se si pensa a un minieolico classico da tetto, da 3 kW, serve una velocità di almeno 3 o 5 metri al secondo per lo startup – e immettono direttamente l’energia prodotta sulla rete domestica. Abbastanza raro, ma non impossibile, è l’accoppiamento con sistemi d’accumulo, data la ridotta energia generata. I prezzi sono solitamente compresi fra 250 e 700 euro.

Quanto si risparmia con il microeolico?

Come già visto per i pannelli fotovoltaici plug and play, anche il microeolico da balcone non può ovviamente coprire tutti i consumi energetici della famiglia, data la sua ridotta portata. Deve essere quindi scelto come un’alternativa di facile installazione e versatile per ottenere un piccolo guadagno in bolletta.A seconda della potenza installata, a livello annuale si potranno recuperare dai 50 ai 200 euro, ma molto dipende dalla quantità e dalla velocità tipica del vento nel proprio luogo di residenza.

Pregi e difetti dei mini-kit

Ovviamente, quando si parla di soluzioni come il fotovoltaico plug and play e il mini/microeolico da balcone, non è tutto oro quel che luccica. Ci sono ovviamente dei vantaggi, ma ingenuo sarebbe sperare di poter ricavare energia sufficiente per diventare quanto più possibile autonomi dal proprio gestore.Fra i pregi principali di queste soluzioni, troviamo:

Facilità e autonomia d’installazione;Collegamenti già preimpostati;Investimento contenuto;Kit accessibile anche a chi non ha particolari competenze tecniche;Piccolo risparmio in bolletta;Riduzione dell’impatto sull’ambiente se solitamente si sfrutta energia da fonti non rinnovabili.

Sul fronte dei difetti, invece:

Potenza ridotta, che non permette di raggiungere l’indipendenza energetica;Impossibilità di cedere al gestore l’energia prodotta ma non utilizzata;Mancanza di un sistema d’accumulo compreso nel kit, almeno nella maggior parte delle soluzioni già in commercio;Risparmio decisamente modesto, se paragonato agli impianti tradizionali.

In definitiva, il fotovoltaico e l’eolico dal balcone possono essere un’alternativa valida per chi non può avvalersi di impianti più classici, però con la consapevolezza di non poter soddisfare completamente i propri bisogni energetici.

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