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L’impatto ambientale di coriandoli e stelle filanti? Si può ridurre con le alternative plastic-free

I nuovi e “brillanti” decori risultano praticamente impossibile da recuperare. Una stella filante in plastica può richiedere anche 600 anni per decomporsi nell’ambiente

Tessa Gelisiodi Tessa Gelisio   
L’impatto ambientale di coriandoli e stelle filanti? Si può ridurre con le alternative plastic-free

Carnevale è finalmente arrivato, con la sua pioggia colorata di coriandoli e stelle filanti. E quest’anno l’occasione è ancora più sentita poiché, dopo l’ultimo triennio di limitazioni dovute alla pandemia, si potrà finalmente scendere in piazza come ai vecchi tempi. E perché allora non approfittare di questo ritorno alla normalità, per rendere le feste di Carnevale più sostenibili? Sì, perché anche nella scelta di decorazioni, coriandoli e stelle filanti possiamo far molto per ridurre il nostro impatto ambientale.Purtroppo, negli ultimi anni si registra la crescita di un trend davvero poco Ecocentrico: quello dei coriandoli e delle stelle filanti in plastica, per offrire ai consumatori decori metallizzati, fosforescenti o, peggio ancora, ricoperti di glitter. E sappiamo bene in cosa si traducono questi materiali: rifiuti difficili da smaltire e, ovviamente, microplastiche impossibili da raccogliere. Come possiamo fare, allora, perché si possa festeggiare il Carnevale senza danneggiare l’ambiente?

L’impatto ambientale di coriandoli e stelle filanti

Bei tempi quando, da bambini, a Carnevale bastavano coriandoli e stelle filanti di carta per divertirci. Così come ho già accennato, da qualche anno a questa parte si assiste all’ascesa sul mercato di decori in plastica, facilmente riconoscibili perché più colorati, lucenti, ricoperti di glitter o fosforescenti. Un vero e proprio attacco all’ambiente, considerando come una volta lanciati siano difficili da raccogliere e smaltire. Tanto che città come Ferrara hanno deciso di includerli nella lista dei prodotti vietati per le celebrazioni pubbliche, insieme a palloncini, lanterne cinesi e altri dispositivi non biodegradabili che potrebbero inquinare le aree verdi oppure i corsi d’acqua.Lanciare coriandoli e stelle filanti non è mai stata un’attività particolarmente amica dell’ambiente soprattutto perché, date le dimensioni ridotte di questi decori, risultava molto difficile raccoglierli e smaltirli al termine dei festeggiamenti. Tuttavia, con i classici coriandoli e le stelle filanti si trattava di un problema momentaneo: nel giro di poche settimane, con le piogge e l’umidità, la carta andava incontro alla completa decomposizione, lasciando poche tracce del proprio passaggi. E senza grandi rischi di contaminazione: nella maggior parte dei casi, si trattava di carta non trattata chimicamente. L’unico “problema” era rappresentato dai coloranti utilizzati sulla carta che, soprattutto con acqua e umidità, rilasciavano pigmenti – non sempre ecologici – sulle superfici.

Con il recente avvento dei nuovi e “brillanti” decori, tutto è però cambiato. La plastica è per antonomasia uno dei maggiori inquinanti ambientali e, considerate le minuscole dimensioni che può avere un coriandolo, è praticamente impossibile da recuperare una volta lanciata a terra. Una stella filante in plastica può richiedere anche 600 anni per decomporsi nell’ambiente, il glitter è invece una delle principali fonti di microplastiche. Frammenti infinitesimali che, oggi, rappresentano ben il 31% di tutti i rifiuti in plastica sparsi per il globo.E per non parlare dei danni che, purtroppo, già si rilevano sulla fauna che solitamente anima i centri abitanti. I coriandoli in plastica possono essere infatti ingeriti da passeri e altri volatili, scambiati per semi. Le stelle filanti, realizzate con lo stesso materiale, sono invece un pericolo per piccoli animaletti come scoiattoli, ghiri e piccoli rettili, che vi rimangono impigliati o, ancora, strangolati.

Un Carnevale dai decori plastic-free

Eppure un modo per non rinunciare al divertimento, e al contempo prestando attenzione all’ambiente, è sempre esistito: basta scegliere decori plastic-free. Spesso ci dimentichiamo infatti del potere di cui il consumatore può approfittare nell’orientare le scelte delle aziende: coriandoli e stelle filanti in plastica spopolano perché la richiesta è elevata. Se tutti smettessimo di acquistare questi prodotti, sui banchi dei negozi e dei supermercati troveremmo solo le versioni in carta.Il primo passo, allora, è proprio quello di acquistare solo ed esclusivamente coriandoli e stelle filanti in carta. Verificando sulla confezione che:

la carta impiegata non sia stata trattata chimicamente, per evitare contaminazioni;i colori utilizzati siano possibilmente naturali, biodegradabili e a base d’acqua, anche se potrebbe essere difficile trovarli sul mercato;sia stata utilizzata carta di riciclo o, ancora, di scarto industriale.

È però vero che non sempre tutte queste informazioni sono riportate sulla confezione, in questo caso sarà necessario aguzzare un po’ la vista. Bisogna infatti diffidare da:

decori metallizzati, riflettenti o fosforescenti: il classico coriandolo in carta presenta una superficie porosa e opaca, leggermente ruvida al tatto. Se il decoro appare perfettamente liscio, lucente o metallizzato, significa che è stato ricoperto con lamine di derivazione plastica;decori ricoperti di glitter;decori in carta ma privi di etichette esaustive o, ancora, degli appositi marchi CE. Non è infatti così raro trovare sul mercato prodotti dalle origini non completamente certificate, magari importati illegalmente.Coriandoli e stelle filanti? Con il fai da te si va sul sicuro

C’è però una strada che permette di superare ogni dubbio, per festeggiare un Carnevale con la certezza di aver ridotto il più possibile il proprio impatto ambientale: quella del riciclo. Sì, produrre coriandoli e stelle filanti fai da te è il modo più semplice per evitare inutili danni all’ambiente.

Tutti abbiamo in casa pile di carta, come vecchi quotidiani o riviste, che si possono facilmente riutilizzare per creare delle decorazioni di Carnevale. Innanzitutto, bisogna scegliere la tipologia di carta giusta:

carta di quotidiano: può essere utilizzata senza grandi limitazioni, anche perché solitamente si impiegano inchiostri che si dissolvono in acqua;magazine con carta patinata: questa soluzione dovrebbe essere invece evitata, poiché spesso questa carta viene trattata chimicamente e, di conseguenza, non è ideale da spargere per la città. Meglio smaltirla tramite i consueti canali di raccolta e riciclo;carta da risma per documenti: può essere generalmente utilizzata, anche se è meglio accertarsi leggendo sulla confezione che non sia stata sottoposta a processi chimici di sbiancamento;sacchetti di carta per alimenti secchi: i classici sacchetti del pane, quelli marroni o bianchi, possono essere utilizzati poiché non prevedono trattamenti particolari per facilitare la conservazione dei cibi;carta oleata o con rivestimenti interni: è quella tipica che si usa per avvolgere salumi o altri ingredienti oleosi o grassi. È meglio non riutilizzarla perché, nella maggior parte dei casi, la porzione interna è rivestita da pellicole plastiche o, ancora, da sottili fogli di alluminio.

Una volta scelto il formato giusto di carta, come procedere? È sufficiente dotarsi di una bucatrice per fogli, quella che si usa per conservare documenti nei raccoglitori ad anelli. Si ripiega la carta diverse volte su se stessa, fino a raggiungere l’ampiezza massima che la bucatrice è in grado di gestire, e quindi si effettuano i fori. Lo scarto di questi buchi saranno i nostri coriandoli fai da te. Certo, il procedimento può essere un po’ lungo, ma coinvolgendo i più piccoli – sempre supervisionati quando si usano simili attrezzi – può essere un’idea per un divertente pomeriggio, diverso dal solito.E per le stelle filanti? Basta sovrapporre diversi fogli di carta e, con l’aiuto di una taglierina, si creano delle strisce larghe circa un centimetro. Ottenute tante strisce, le si possono unire sulla lunghezza inumidendo leggermente le estremità, oppure con poca colla atossica e biodegradabile, arrotolandole poi in piccoli rocchetti.

Insomma, per un Carnevale amico dell’ambiente dobbiamo tornare alla nostra infanzia: quando nessuno aveva avuto la “brillante” idea di realizzare coriandoli e stelle filanti in plastica!

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Tessa Gelisiodi Tessa Gelisio   

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