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Coloranti alimentari naturali: quali sono e come realizzarli. Come condizionano l'umore

Mangiare cibi di colore arancione, ad esempio, contribuisce a generare allegria e ottimismo, mentre quelli rossi aiutano a tenere lontana la malinconia

Tessa Gelisiodi Tessa Gelisio   
Coloranti alimentari naturali: quali sono e come realizzarli.  Come condizionano l'umore

Sapete che il colore degli alimenti può avere effetti benefici sull’umore? Mangiare cibi di colore arancione, ad esempio, contribuisce a generare allegria e ottimismo, mentre quelli rossi aiutano a tenere lontana la malinconia. La funzione dei coloranti alimentari è proprio quella di migliorare la colorazione naturale dei cibi o, in alcuni casi, modificarla completamente per ottenere un determinato effetto cromatico.

In commercio è possibile reperire coloranti di origine naturale o artificiali, vale a dire prodotti attraverso un processo chimico volto a riprodurre fedelmente una determinata gamma cromatica.

Per precauzione io preferisco sempre quelli naturali, dato che non di rado alcuni coloranti artificiali vengono tolti dal commercio perché si scoprono effetti collaterali per la salute. Molti, ancora in commercio, sono spesso sotto la lente di studi scientifici che ne rivelano effetti negativi soprattutto sui più piccoli.

Una valida alternativa ai coloranti acquistabili al supermercato sotto forma di gel, spray o fiale, sono i coloranti alimentari naturali. Si possono preparare in casa in completa autonomia, utilizzando frutta, verdura e spezie per ricavare succhi, estratti o polveri da aggiungere agli impasti. I coloranti più sani che ci siano.

Coloranti alimentari: tipologie e classificazione

Come capire se un alimento confezionato contiene coloranti? Il primo step da compiere è leggere con attenzione l’etichetta, che deve riportare l’elenco degli ingredienti e degli eventuali additivi utilizzati.

Fortunatamente l’Unione Europea ha fissato regole sempre più restrittive in tema di coloranti alimentari, stilando un elenco di quelli autorizzati dall’EFSA (l’Autorità per la Sicurezza Alimentare Europea). L’industria alimentare, in particolare, utilizza coloranti approvati sia artificiali sia di origine naturale, entrambi indicati con la sigla “E” seguita da un codice numerico che va da E100 fino a E199.

Tra i coloranti di origine naturale, ad esempio, è possibile trovare la curcumina (E100) presente soprattutto nei prodotti dolciari e nei gelati alla crema. Un altro esempio è la cocciniglia (E120), che troviamo in molte caramelle e sciroppi, ma anche negli aperitivi.

E ancora la riboflavina (E101), la clorofille (E140), il carbone vegetale (E153), gli antociani (E163) e il caramello (E150), impiegato ad esempio nelle bevande analcoliche e nei prodotti di pasticceria.

Come realizzare e usare i coloranti alimentari

Preparare in casa un colorante da usare negli impasti o nelle altre preparazioni culinarie non è un’impresa difficile. L’importante è prestare attenzione alle quantità e, soprattutto, cercare di adattare gli ingredienti utilizzati al tipo di pietanza che si desidera realizzare, per non rischiare di alterare i sapori.

Il consiglio generale, inoltre, è quello di utilizzare alternativamente il succo, la polpa o l’acqua di cottura dell’alimento a seconda della consistenza che si vuole ottenere. Dopo aver frullato un frutto o una verdura, inoltre, si può filtrare il liquido e ridurlo per concentrare il colore  versandolo in una pentola e facendo cuocere a fuoco basso per alcuni minuti.

Ecco quello che occorre per ricreare i principali colori, sempre cercando di affidarsi ai prodotti di stagione:

 

  • rosso: sono indicati i pomodori (va bene il succo, il concentrato oppure le bucce essiccate e tritate), il cavolo rosso frullato (con l’aggiunga di aceto). Vanno bene anche le fragole, le arance rosse, i mirtilli rossi e il succo di melograno;
  • verde: è perfetta l’acqua di cottura di alcuni vegetali verdi come gli spinaci o le bietole. Per le preparazioni dolci, invece, è possibile usare la polpa del kiwi, il tè matcha e perfino lo sciroppo di menta;
  • blu: oltre ai mirtilli si può utilizzare l’acqua di cottura del cavolo rosso, che diventa blu aggiungendo un pizzico di bicarbonato di sodio;
  • giallo: nelle ricette salate è possibile utilizzare lo zafferano o la curcuma, mentre tra le alternative dolci la scorza di limone è certamente l’ideale;
  • arancione: sono adatte le spezie come curry e paprica, ma è sufficiente anche preparare una purea di carote o utilizzare la buccia e la polpa frullata dell’arancia;
  • rosa: si ottiene semplicemente aggiungendo del succo di lamponi, oppure utilizzando l’acqua di cottura della barbabietola;
  • marrone: basta avere a disposizione cacao in polvere o cioccolato, oppure caffè o cannella in polvere;
  • viola: anche in questo caso ci vengono in aiuto i mirtilli rossi, le fragole e i lamponi, usati come succo o come purea;
  • nero: per ottenerlo è possibile usare del carbone vegetale in polvere oppure tritare molto finemente una manciata di semi di sesamo. Si può anche sfruttare il colore naturale del ribes nero o della farina di riso venere;
  • bianco: sono ideali sia il cioccolato bianco sia la farina di cocco, ma bisognerà accontentarsi di un effetto semplicemente schiarente.

Consigli per conservare i coloranti preparati in casa

Uno dei vantaggi dei coloranti alimentari fatti in casa è quello di non avere conservanti. Proprio per questo motivo, tuttavia, una volta preparati è preferibile utilizzarli subito o conservarli in frigorifero al massimo per un giorno. Nulla vieta di congelare il colorante avanzato, anche adoperando dei comodi stampini per il ghiaccio.

Cosa aspettate a cimentarvi in cucina per dare un tocco di colore alle vostre pietanze?  A beneficiarne saranno sia l’occhio sia il palato…

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Tessa Gelisiodi Tessa Gelisio   

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