Cosa bere al posto del caffè? Cinque alternative da provare assolutamente questo inverno

Tra noi italiani e il caffè c’è un rapporto complesso. Amore, odio e a volte dipendenza.  Ma come poter resistere a quell’aroma inconfondibile di chicchi appena tostati la mattina presto? 

Cosa bere al posto del caffè? Cinque alternative da provare assolutamente questo inverno

Tra noi italiani e il caffè c’è un rapporto complesso. Amore, odio e a volte dipendenza. 

Ma come poter resistere a quell’aroma inconfondibile di chicchi appena tostati la mattina presto? Per qualcuno non è un problema, risponderete voi, visto che non tutti lo tollerano, digeriscono o gustano allo stesso modo.

Ecco allora una panoramica sulle bevande calde energizzanti e naturali alternative al caffè da sperimentare questo inverno.

Le false credenze sul caffè

Prima di elencarvi le mie proposte voglio lasciare un po’ di spazio alla bevanda oggi co-protagonista e spesso bistrattata.

Il celebre caffè secondo una credenza dura a morire è complice dell’ipertensione arteriosa, che in realtà, in condizioni di salute, è un effetto solo transitorio. Negli ultimi anni, infatti, alcuni studi hanno dimostrato proprio il contrario, pare che il caffè sia un protettore del cuore

Una ricerca dell’Kangbuk Samsung Hospital di Seoul, a tal proposito, ha messo in luce come questa bevanda, ottenuta dalla macinazione dei semi di alcune specie di piccoli alberi tropicali appartenenti al genere Coffea, possa mantenere le arterie pulite da ostruzioni, abbassando sia il rischio di malattie cardiache, sia di diabete di tipo 2 perché promuove la produzione d’insulina.

A ognuno la sua bevanda eccitante

Ognuno di noi “risponde” al caffè in modo differente. 

Per fortuna esistono tanti energizzanti naturali alternativi che possono accompagnarci nelle nostre frenetiche giornate. Ma ricordate che ci sono dei limiti da rispettare, perché tutte le bevande eccitanti devono essere consumate in maniera parsimoniosa.

Tè verde Macha

Direttamente dal Sol Levante il tè matcha è un tè verde in polvere con straordinarie proprietà antiossidanti. Un concentrato di azioni disintossicanti, depurative e detossinanti, un toccasana per stimolare il metabolismo dei lipidi!

A base di teina (che è una semplice variante della caffeina) e teanina, che invece ne stempera gli effetti, il Macha è uno stimolatore psicoattivo per ridurre stress e aumentare la concentrazione con un sapore inconfondibile che sa un po’ di mare.

Il caffè di cicoria

Proprio come i chicchi di caffè, la radice della cicoria può essere tostata e macinata.

Il sapore è molto simile al caffè, ma la bevanda è priva di caffeina. La cicoria, inoltre, è una fonte ricca di inulina, una fibra solubile che facilita la digestione. Per palati che apprezzano le note amare, il caffè di cicoria si gusta preparandolo tradizionalmente con una semplice moka.

Yerba Mate

La Yerba Mate è una tisana che si prepara grazie alle foglie di un agrifoglio sempreverde del centro America, soprattutto Uruguay, Paraguay e nel sud del Brasile. Nonostante la pianta sia endemica di quest’area fu durante il periodo coloniale che iniziò a diventare famosa.

In 237 ml possiamo trovare circa 78 mg di caffeina, quanto in una tazza di caffè media. La Yerba Mate contiene diversi minerali e vitamine, tra cui riboflavina, tiamina, fosforo, ferro, calcio e vitamine C ed E e ha un gusto squisito, molto affumicato. Per bere il Mate ci si avvale della bombilla, un contenitore in acciaio con una cannuccia filtrante. Un oggetto molto bello anche da esporre.

Il ginseng

Questa radice rinvigorente, energizzante e digestiva arriva a noi dall’estremo oriente. Nella medicina tradizionale cinese viene considerata come una panacea a tutti i mali. Il suo “culto” in occidente è arrivato però nel XXI secolo, con la diffusione delle macchine automatiche nei bar. Questo preparato, però, è ricco di zuccheri e aromi sintetici e solo una minima parte è vero ginseng! Quello che consiglio, quindi, è comprarla in polvere e prepararla a casa, magari da agricoltura solidale.

Guaranà

Il guaranà è un frutto originario dell’Amazzonia. 

Per chi non lo avesse mai visto, vi assicuro che fa un po’ impressione perché somiglia in tutto e per tutto a un bulbo oculare. Non a caso la leggenda vuole che nasca proprio per commemorare la morte di un giovane fanciullo indigeno ucciso per mano di un dio malevolo, Jurupari.

Oltre alla vista anche il gusto è davvero inusuale, se dolcificato ricorda quasi le bubble-gum. Il guaranà contiene diversi alcaloidi naturali tra cui la caffeina, la teofillina e teobromina, tutti stimolanti del sistema nervoso centrale. Quindi anche in questo caso un’ottima alternativa al caffè.

Foto di AnitaFortis 

Come tutti i prodotti d’origine tropicale è bene acquistarli rigorosamente bio ed equo solidali, per valorizzare una filiera rispettosa dell’ambiente e dei lavoratori, ma allo stesso tempo garantire un alto standard qualitativo per noi consumatori.

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