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Allergia alla puntura di api, vespe, calabroni e altri imenotteri: cosa c'è sapere e come difendersi

L’allergia agli imenotteri è abbastanza diffusa e spesso sottovalutata ma le conseguenze possono essere anche molto gravi come lo shock anafilattico

Tessa Gelisiodi Tessa Gelisio   
Allergia alla puntura di api, vespe, calabroni e altri imenotteri: cosa c'è sapere e come difendersi

Chi mi segue sui social già lo sa: dallo scorso anno, combatto contro l’allergia agli imenotteri. Una forte ipersensibilità che mi è comparsa all’improvviso dopo la puntura di una vespa, sebbene in passato non ne abbia mai sofferto. Ma è possibile diventare allergici al morso degli imenotteri nel tempo e, soprattutto, come difendersi?L’allergia agli imenotteri – api, vespe e calabroni – è abbastanza diffusa nella popolazione e, purtroppo, spesso anche sottovalutata. E le conseguenze possono essere anche molto gravi: in caso di shock anafilattico, senza un intervento tempestivo la puntura può trasformarsi in tragedia. Ecco perché è necessario rimanere sempre informati e, soprattutto, adottare le dovute precauzioni.

L’allergia agli imenotteri

Quello dell’allergia alla puntura degli imenotteri è un problema abbastanza diffuso nei Paesi a clima temperato, dove la probabilità di imbattersi in questi insetti è elevata. Secondo alcune recenti stime, più del 90% della popolazione di questi Paesi ha sperimentato un morso almeno una volta nella vita, di questi circa il 26% ha sviluppato una reazione, includendo nella percentuale sia gli effetti avversi leggeri che quelli gravi.

Quando uno di questi insetti ci punge, rilascia alcune sostanze tossiche e irritanti, come meccanismo di difesa. Un vero e proprio veleno che, nella maggior parte dei casi, provoca solo un po’ di dolore, prurito e arrossamento. Tuttavia, nei soggetti che hanno sviluppato un’ipersensibilità, che può arrivare dopo un numero variabile di punture, l’esposizione al veleno può determinare reazioni allergiche di vario tipo:

 

  • grado lieve: orticaria, prurito e malessere generale;
  • grado moderato: edema, eruzioni cutanee, prurito diffuso, forte gonfiore, sensazione di peso sul petto, vertigini, dolore addominale, nausea e vomito;
  • grado grave: difficoltà respiratoria, disfagia, disfonia, confusione, ansia, svenimento;
  • grado gravissimo: shock anafilattico con caduta della pressione, cianosi, perdita della conoscenza, a volte con esiti letali.

Ma cosa fa scattare la reazione allergica? Semplificando, il nostro sistema immunitario reagisce in modo spropositato alla minaccia rappresentata dal veleno, causando un’iperattività delle immunoglobuline E (IgE) e la liberazione di grandi quantità di istamina e altre sostanze. La reazione è così massiccia da causare edema in gran parte del corpo e, nei casi più gravi, a portare alla morte per asfissia dato il rigonfiamento dei tessuti nelle vie aeree.

Si può diventare allergici agli imenotteri con il tempo?

È possibile manifestare una forte reazione allergica anche dopo decenni privi di alcun segnale: è proprio quello che mi è successo. Nel corso della mia vita sono stata più volte punta da imenotteri senza che sviluppassi nessuna conseguenza, lo scorso anno invece è bastato un morso per rendersi necessario un intervento medico immediato. Per quale ragione?Secondo gli esperti, a ogni singola puntura l’organismo diventa sempre più sensibilizzato al veleno e, in alcuni casi, l’allergia può emergere in itinere. Semplificando, è come se ognuno disponesse di un numero non definito di punture prive di particolari sintomi, superata questa soglia si manifestano invece conseguenze più gravi. Una sorta di “N punture” massime, oltre le quali si rischia.

Cosa fare se si sviluppano sintomi

Come ho già spiegato, ognuno di noi può sensibilizzarsi al veleno degli imenotteri in qualsiasi momento: superate le “N punture”, l’organismo potrebbe cominciare a sviluppare effetti collaterali anche gravi. Per alcuni bastano pochissimi morsi, per altri probabilmente non vi saranno mai reazioni: il superamento della soglia di cui parlavo nel precedente paragrafo è del tutto personale.

Ma cosa fare se si viene punti e si notano dei sintomi? Innanzitutto, bisogna distinguere tra effetti locali e sistemici:

 

  • gonfiore, arrossamento e dolore locale, magari più del solito, non rappresentano un’emergenza medica, ma richiedono comunque il parere del medico sia per ridurre i sintomi che per, in seconda battuta, verificare la presenza di un’ipersensibilità;
  • il rigonfiamento di gran parte del corpo, in particolare del viso e delle vie aeree, richiedono un tempestivo intervento medico, per fermare la grave reazione allergica. È meglio quindi non aspettare e dirigersi immediatamente al pronto soccorso.

Di norma, il trattamento prevede la somministrazione di cortisonici, antistaminici e, in presenza di uno shock anafilattico, anche di adrenalina.

Cosa avere sempre con sé dopo essere stati punti

Se si sviluppa una reazione allergica in seguito alla puntura di un imenottero, bisogna adottare alcune precauzioni per evitare spiacevoli conseguenze, qualora il morso di vespe, api e calabroni si dovesse ripetere.In genere, bisognerà sempre avere con sé cortisonici e antistaminici – normalmente vengono prescritti farmaci a scioglimento sublinguale, affinché il loro assorbimento sia il più rapido possibile – e, nei casi più gravi e se il medico o l’allergologo lo ritengono, anche la siringa automatica per la somministrazione autonoma di adrenalina. Dopo aver assunto i farmaci, rimane comunque necessario raggiungere il pronto soccorso o chiamare l’ambulanza.

L’immunoterapia dopo gravi reazioni allergiche

È utile anche sottolineare che, per chi ha sviluppato gravi reazioni al veleno degli imenotteri, alcuni centri italiani offrono la possibilità di sottoporsi a immunoterapia. È il percorso che ho deciso di seguire io, per scongiurare altre forti reazioni allergiche in caso dovessi essere punta in futuro.In linea esemplificativa, questo trattamento prevede cicli di somministrazione – 6/7 anni nel caso di vespe, tutta la vita per le api – i piccole dosi di veleno in ospedale, in quantità non sufficienti per scatenare una reazione allergica, ma tali da attivare il sistema immunitario. Lo scopo è quello di abituare il sistema immunitario al veleno, affinché non reagisca in modo spropositato quando effettivamente un imenottero pungerà il soggetto.

Come ho già accennato, il percorso è decisamente personale e dura anni, prima che ci si possa immunizzare al veleno di questi insetti. Ma si tratta della sola strategia preventiva a nostra disposizione, considerando come gli imenotteri siano ovunque, anche nei contesti urbani.

Una buona informazione, la disponibilità di farmaci d’emergenza e la richiesta tempestiva di soccorso possono fare la differenza nel trattamento dell’allergia agli imenotteri: per questo, è sempre utile parlarne con il proprio medico, per capire come agire. Anche nel caso non si avessero mai sperimentato dei sintomi, il consiglio – da discutere sempre con il medico – è quello di avere a disposizione cortisonici e antistaminici in caso di puntura, che possono ridurre le probabilità di imbattersi in una reazione allergica grave.

Se si dovesse verificare una reazione grave, è poi utile intraprendere uno specifico percorso:

 

  • trovare un centro specializzato in immunoterapia all’interno della propria regione;
  • sottoporsi a visita con l’allergologo, specificando i sintomi sperimentati e dovuti a quale tipologia di imenottero;
  • sottoporsi ai relativi test allergici;
  • se proposta dallo specialista, iniziare l’immunoterapia.

In definitiva, prevenire conseguenze gravi è possibile, senza troppo cambiare le nostre abitudini quotidiane!

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Tessa Gelisiodi Tessa Gelisio   

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