Adottare un ghiacciaio? Ora si può, con Glac-up

Adottare un ghiacciaio? Ora si può, con Glac-up

Entro la fine del secolo oltre il 90% dei ghiacciai alpini potrebbe non esistere più. Una perdita di inestimabile valore ecologico, la cui colpa è tutta nostra: sono proprio le attività umane, con le sempre più preoccupanti emissioni di gas climalteranti, a causare il processo di surriscaldamento globale e il conseguente scioglimento dei ghiacci perenni. E se vi dicessi che ora possiamo fare molto di più che rimanere inermi a guardare il patrimonio alpino sciogliersi investendo una piccola somma per proteggere un ghiacciaio?Proprio così: dalla straordinaria idea di un gruppo di giovanissimi amanti dell’ambiente è nata Glac-up, la prima startup tutta italiana dedita alla protezione dei ghiacci in alta quota. Un progetto che parte da un’intuizione semplice, ma efficace: perché non adottare un ghiacciaio?

Perché è importante proteggere i ghiacciai alpini?

La ricerca scientifica ci avverte ormai da anni: se non si invertirà la rotta del cambiamento climatico, entro il 2100 oltre il 90% dei ghiacciai alpini verrà perduto. L’aumento sempre più repentino delle temperature è già oggi una realtà innegabile, con estati sempre più torride e una progressiva tropicalizzazione del clima anche ben sopra l’Equatore, e se questo processo non verrà rallentato entro il 2050 ci rimarrà ben poco da fare. Se davvero la colonnina di mercurio dovesse superare gli 1.5 gradi di crescita stabilita come soglia d’allarme, potremo dire definitivamente addio a ghiacci e nevi perenni, alla montagna così come tutti la conosciamo.Eppure sentiamo spesso parlare dei rischi che corrono i ghiacciai più estesi d’Italia e del mondo, ma quasi mai ci soffermiamo sul perché sia così importante salvarli. Cosa davvero potrebbe succedere se le montagne dovessero perdere quantità incredibili di metri cubi di ghiaccio? Le conseguenze sarebbero ben più gravi rispetto a quanto si possa immaginare:

crescita repentina del rischio di frane e alluvioni;riduzione dell’effetto albedo tipico delle superfici bianche del Pianeta, ovvero la capacità di riflettere le radiazioni solari riducendo così il surriscaldamento atmosferico;più frequente secca dei fiumi e riduzione delle acque per l’irrigazione agricola;scarsità di fonti naturali di acqua dolce;aumento del dissesto idrogeologico;calo nella produzione di energia tramite impianti idroelettrici;alterazione della biodiversità montana, con la proliferazione di specie esotiche a discapito di quelle autoctone.

Un simile scenario non solo è spaventoso, ma può rendere davvero complessa la sopravvivenza di numerose specie vegetali, animali e dello stesso uomo. Eppure, per quanto si possa contribuire adottando stili di vita più sostenibili e limitando il più possibile il proprio impatto ambientale, servono azioni immediate. Perché lo scioglimento dei ghiacci è già in corso e il tempo a disposizione davvero poco.

Salvare i ghiacciai con Glac-up

Di fronte a queste funeste previsioni dovute al cambiamento climatico, quattro giovanissimi ragazzi hanno deciso di non rimanere con le mani in mano. È nata così Glac-up, la prima startup tutta italiana impegnata attivamente a frenare la perdita dei ghiacci e delle nevi perenni.Il progetto di Giovanni Cartapani, Sara Signorelli, Gabriele Doppiu e Pietro Cimenti – tutti classe 1998 – è decisamente ambizioso e, soprattutto geniale. Per salvare i ghiacciai non basta infatti solo intervenire sulle emissioni e sugli stili di vita, ma anche fisicamente per impedire – o quantomeno ridurre – la perdita di ghiaccio che si verifica di anno in anno sui bacini innevati delle nostre montagne. Come? Grazie a un’innovativa tecnologia.Alla base di Glac-up – startup peraltro già selezionata per il programma di preaccelerazione “B4i – Bocconi For Innovation” – vi è un’intuizione efficace: coprire i ghiacciai durante la stagione calda, affinché rimangano protetti dall’azione dei raggi solari. Per farlo, il progetto prevede di coprire in primavera le aree ghiacciate con degli speciali teli geotermici che, fungendo da isolanti, limitano fortemente l’aumento delle temperature sulla superficie ghiacciata. Questi teli vengono poi rimossi in autunno, quando l’arrivo della stagione più fredda permette allo stesso ghiaccio di riformarsi. E se di primo acchito questa proposta potrebbe apparire insolita, sono i dati a parlare: i teli geotermici salvano fino a 3.5 metri di spessore del ghiaccio ogni singolo anno.

Ma come adottare un ghiacciaio?

L’avventura dei quattro giovani ideatori di Glac-up è partita con un programma di salvaguardia del ghiacciaio del Presena, in Trentino. Un’area di ben 120.000 metri quadrati di ghiaccio completamente ricopribili di teli geotermici, per assicurarne la sopravvivenza.Per farlo, Glac-up ha bisogno però dell’aiuto di tutti noi: basti pensare che per ricoprire il ghiacciaio in primavera serve il lavoro di 13 persone, per 40 giorni consecutivi. E per rimuovere i teli durante la successiva stagione fredda, di giorni ne servono 30. È nata così l’iniziativa “Adotta un ghiacciaio” che, con una piccola somma mensile, permette a tutti di contribuire a un così importante progetto. Ma quali sono i pacchetti a disposizione?

Ice Pack Snowflake At Presena: con 14.90 euro, si copre un metro quadro di ghiacciaio e si proteggono fino a tre metri cubi di ghiaccio;Ice Pack Hero At Presena: con 24.90 euro, si coprono due metri quadrati di ghiacciaio e si preservano fino a 6 metri cubi di ghiaccio;Ice Pack Superhero At Presena: con 49.90 euro, si coprono cinque metri quadrati di ghiacciaio e se ne salvano 15 metri cubi;

Ogni pacchetto, inoltre, dà diritto a ricevere il Certificato Virtuale di Adozione del Ghiacciaio. Glac-up si occuperà di tutto il resto: ricoprire le aree ghiacciate con i teli geotermici, rimuoverli al termine della stagione calda, effettuare la manutenzione e la sostituzione quando necessario.A oggi, già 537 metri quadrati del Presena sono stati ricoperti, ma per completare la sua salvaguardia serve l’aiuto di tutti noi. E considerando come la spesa sia praticamente quella di una serata in pizzeria o di un mese di abbonamento a un servizio di streaming video, perché non farlo?

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