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I vecchi pannelli solari diventano un problema globale. Entro i prossimi tre anni potrebbero accumularsi nelle discariche

Contengono una moltitudine di materiali preziosi ma mancano gli impianti in grado di gestirne il riciclo a fine vita.

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I vecchi pannelli solari diventano un problema globale. Entro i prossimi tre anni potrebbero accumularsi nelle discariche

Le energie rinnovabili rappresentano indubbiamente il futuro dell’umanità. Fotovoltaico, eolico e geotermico consentono di ridurre la dipendenza dai combustibili fossili e abbattere contestualmente le emissioni di CO2. La tecnologia più apprezzata, quella che più di tutte ha conquistato il favore delle famiglie, è di certo quella del fotovoltaico. Installando pochi pannelli - meglio ancora se affiancati da moduli per l’accumulo - si riesce a soddisfare gran parte del fabbisogno energetico. Quando si parla di fotovoltaico si tende però ad analizzare soltanto gli aspetti positivi. Il tema andrebbe invece analizzato più seriamente perché vi sono ancora oggi aspetti poco chiari che rischiano di ritorcersi contro la collettività. Che fine fanno i vecchi pannelli? Essendo composti prevalentemente da materiali preziosi ci si aspetterebbe il loro attento riciclo, ma a quanto pare ciò non avviene.

Che fine fanno i vecchi pannelli?

Nel nostro Paese il primissimo impianto fotovoltaico fu installato nel 1979. Oggi se ne contano poco meno di 1 milione, e quelli finiti in discarica quasi non si contano. Gli esperti ritengono che già entro i prossimi tre anni l’industria del fotovoltaico raggiungerà il punto critico nella produzione di rifiuti: i vecchi pannelli intaseranno le discariche. Secondo un libro bianco pubblicato dai ricercatori dell’Università del New South Wales (Australia) il mondo si troverà dinanzi ad un problema immenso.

L’Unione europea ha già avviato degli studi. Nel tentativo di arginare il problema, esattamente un mese fa, è stato approvato un emendamento alla direttiva sui Raee che impone ai produttori di gestire i preziosi rifiuti accollandosi tutti i costi di smaltimento. Diversamente altri grandi produttori, come la Cina e l’Australia, sono in alto mare. In Australia è caos totale: mancano le normative specifiche sul fine vita dei pannelli e questi vengono semplicemente portati in discarica, dove vengono riciclati soltanto in parte. Il problema, a quanto pare, è la mancanza di tecnologie adeguate che consentano l’estrazione dei materiali preziosi come il silicio, l’argento e il rame.

Le linee di riciclo esistenti si limitano a recuperare l’alluminio del telaio, la scatola di giunzione contenente rame e, occasionalmente il vetro che si trova a protezione del pannello fotovoltaico. Gli altri materiali, quelli incapsulati all’interno dei moduli, vengono semplicemente scartati. La sfida che l’industria è chiamata ad affrontare è dunque ardua, ma anche una grande opportunità economica da non farsi sfuggire. Il libro bianco dell’Università del New South Wales propone una tabella di marcia certamente lunga, ma che prevede lo sviluppo di tecnologie avanzate per il riciclo dei materiali, la creazione di impianti dedicati e l’istituzione di un programma di gestione responsabile del ciclo di vita dei pannelli solari.

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