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Con il blitz del "telo mare" attivisti si riprendono le spiagge privatizzate. Possiamo farlo tutti e ovunque

"Mare Libero" denuncia in questo modo le concessioni scadute e nessuno può vietare loro di stendersi al sole tra i lettini e gli ombrelloni

Stefania Divertitodi Stefania Divertito   

In tenuta da bagno entrano negli stabilimenti balneari e stendono il proprio telo tra gli ombrelloni e i lettini. Lo hanno fatto a Ostia, a Marina di Pietrasanta, al Twiga dei vip. I gestori degli stabilimenti, semplicemente, non possono dire niente. Perchè le loro concessioni sono scadute. 

Si chiama Mare libero il coordinamento nazionale di attivisti che sta rivoluzionando i litorali italiani. Non intendono fermarsi, e invitano chiunque voglia a unirsi a questa protesta pacifica, silenziosa, ma efficace, che ha l'obiettivo di far sì che le spiagge siano davvero bene comune.

Concessioni scadute

Questi i fatti. «Con la sentenza del Consiglio di Stato n.3940 del 30 aprile 2024 - dice a Tiscali l'avvocato Roberto Biagini, presidente del Coordinamento Mare Libero - è ormai innegabile che gli stabilimenti stanno attualmente occupando illegittimamente le spiagge: da oggi, chiunque volesse piantare un ombrellone nelle aree occupate dalle concessioni scadute il 31 dicembre 2023, potrà quindi farlo senza dover pagare alcun servizio, e nessuno potrà impedirglielo. Si prospetta dunque un caos difficilmente gestibile, figlio dell’inerzia dei Governi, che pur conoscendo da anni il divieto di rinnovo automatico delle licenze imposto dalle normative europee, hanno deciso di continuare a rinviare, lasciando le nostre coste allo sbando più completo, nel tentativo disperato di difendere la categoria dell’impresa balneare».

Nel nome della legalità e del diritto, quindi, gli attivisti stanno "occupando" gli stabilimenti. Non si fermeranno facilmente, anzi, invitano tutti ad unirsi per riprendersi le spiagge, da Rimini a Ostini, da Capocotta e Sorrento, dalla Sicilia alla Sardegna. 

Stefania Divertitodi Stefania Divertito   
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