Oltre il 51% delle riserve mondiali di grano, mais e riso nelle mani della Cina: i rischi per l'economia globale

I piani di espansione di Pechino influenzeranno il futuro del mondo. Gli Stati Uniti in allerta

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di Roberto Zonca

La Cina porta avanti piani di espansione spesso molto lenti, tanto che gli altri Paesi si rendono conto delle sue azioni quando è ormai troppo tardi per contrastarle, o comunque per limitarne gli effetti negativi sulle proprie economie. E ancora una volta Pechino avrebbe operato in tal modo, dando il via all’accaparramento delle riserve mondiali di grano, riso e mais destinate all’alimentazione del bestiame. Stando a quanto riportato sul sito della Coldiretti, la Cina porterà a termine i suoi piani entro la prima metà di quest’anno. Preoccupazione, evidentemente tardiva, è stata espressa dal Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti, che stima saranno sotto il controllo di Pechino il 69 per cento delle di mais, il 60 per cento di quelle di riso e il 51 per cento delle scorte globali di grano.

Le acquisizioni non sono iniziate lo scorso anno ma, senza che nessuno si preoccupasse delle possibili conseguenze, negli ultimi decenni. La Cina avrebbe conquistato, anno dopo anno, una media di 20 punti percentuali delle riserve globali a decennio. E di pari passo sono aumentate anche le importazioni di cibo, che hanno generato investimenti pari a quasi 100miliardi di dollari l’anno. Per alcuni la Cina non avrebbe obiettivi particolari, se non quello di soddisfare le esigenze interne e limitare così i possibili dissensi popolari. Per altri, invece, Pechino mira a controllare il mercato internazionale del cibo.

La verità nessuno sembra saperla, ma una cosa certa è che l’accumulo delle riserve produce già oggi, e produrrà sempre più nei prossimi anni, un importante aumento del costo delle materie prime alimentari in tutto il mondo. Oli vegetali e zuccheri hanno subito aumenti medi del 27 per cento, mentre per i cereali i prezzi sono cresciuti (sempre in media) del 23 per cento. E cosa accadrà quando i prezzi diverranno insostenibili? Il rischio è che alcune attività produttive diventino antieconomiche. Produrre carne, ad esempio, potrebbe risultare troppo costoso nella maggior parte dei Paesi, Cina esclusa ovviamente, e ciò darebbe vita a nuove catene che vincolerebbero l’intero Pianeta a Pechino. E non vanno tralasciati poi i rischi per tutte quelle popolazioni, povere o in via di sviluppo, che utilizzano principalmente i cereali per il proprio sostentamento alimentare.

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L’aumento delle quotazioni, evidenzia la Coldiretti, conferma che “l’allarme globale provocato dal Covid ha fatto emergere una maggior consapevolezza sul valore strategico rappresentato dal cibo e dalle necessarie garanzie di qualità e sicurezza ma anche le fragilità presenti in Italia sulle quali occorre intervenire per difendere la sovranità alimentare, ridurre la dipendenza dall’estero per l’approvvigionamento in un momento di grandi tensioni internazionali e creare nuovi posti di lavoro”.

“Abbiamo elaborato e proposto progetti concreti nel Pnrr per favorire l’autosufficienza alimentare e una decisa svolta verso la rivoluzione verde - ha detto il presidente della Coldiretti Ettore Prandini -, la transizione ecologica e il digitale. Puntiamo sui contratti di filiera per rafforzare i rapporti tra agricoltori e trasformatori per il vero Made in Italy con un budget da 1,2 miliardi. E vogliamo puntare sulle energie rinnovabili utilizzando tutte le risorse a disposizione per i pannelli fotovoltaici da mettere sui tetti con consumo di suolo zero. Sulla logistica serve agire sui ritardi strutturali dell’Italia e sbloccare tutte le infrastrutture che migliorerebbero i collegamenti tra Sud e Nord del Paese, ma anche con il resto del mondo per via marittima e ferroviaria in alta velocità, con una rete di snodi composta da aeroporti, treni e cargo. Una mancanza che ogni anno - conclude Prandini - rappresenta per il nostro Paese un danno in termini di minor opportunità di export al quale si aggiunge il maggior costo della ‘bolletta logistica’ legata ai trasporti e alla movimentazione delle merci”.