Il pelo del cane diventa lana ecosostenibile e crueltyfree: così nascono dei capi d’abbigliamento unici

Le caratteristiche tipiche del pelo dei cani consentono di ottenere un filato che, per morbidezza e isolamento termico, supera persino la lana d’angora

Foto Lanadicane.it
Foto Lanadicane.it
di Roberto Zonca

“Gli eschimesi e i lapponi, secoli fa, pensarono di filare il sottopelo dei loro cani da slitta ottenendo una delle lane più calde al mondo per i loro indumenti: se questo è stato possibile per loro, perché non dovrebbe esserlo per voi che, forse, siete stanchi di dover buttare interi sacchetti di lanuggine del vostro fido amico?”. Con questa premessa si apre la pagina Lanadicane.it, creata da Alessandro Vittori, 45 anni, e dalla moglie Giulia Alberti, di 35. Nella loro piccola azienda, che si trova a Rocca di Montefortino, sui Monti Sibillini (Marche), hanno concretizzato un sogno: filare il pelo del migliore amico dell’uomo per poi trasformarlo in morbidi gomitoli da conservare o lavorare ai ferri.

Chi condivide gli spazi domestici con degli animali, di solito, considera il pelo dei cani - come anche quello dei gatti - un vero e proprio problema. Ma i problemi restano tali finché qualcuno non trova il modo di trasformarli in opportunità. L’idea di Alessandro e Giulia nasce dalla loro capacità di volgere lo sguardo oltre i confini italiani, dove la pratica è nota da tempo. A differenza di altri paesi in Italia la filatura del pelo dei cani è una pratica ancora poco diffusa. Buttiamo per questo quintali di materie prime di altissima qualità… e non è tanto per dire. Le caratteristiche tipiche del pelo dei cani consentono di ottenere un filato che, per morbidezza e isolamento termico, supera (in alcuni casi) persino la pregiatissima e costosa lana d’angora.

Naturalmente non tutti i peli sono uguali

“Per ottenere un filato di qualità elevata - evidenziano i titolari dell’azienda - bisogna curare con attenzione la fase di spazzolatura dell’animale facendo in modo di spedirci il solo sottopelo”. Quelli recuperati dallo strato superiore del manto dell’animale, infatti, non sono adatti in quanto meno morbidi e decisamente più ispidi, “col rischio che pizzichi a contatto sulla pelle”.

Sul sito Lanadicane.it vengono spiegate anche le modalità di raccolta del pelo. Chi volesse inviare all’azienda del materiale da filare dovrebbe farlo rispettando delle raccomandazioni ben precise.

Alessandro e Giulia indicano anche le quantità di pelo necessarie per la realizzazione di un capo. “Tenendo conto che una parte del sottopelo viene perso nella fase di filatura e lavaggio – spiegano ai potenziali clienti – consigliamo di conservarne un po’ di più di quanto ne occorre; a seconda della lavorazione per una taglia 40 servono orientativamente:

1200-1700 grammi per un giaccone
700-1300 grammi per un maglione
200-500 grammi per una sciarpa
70-110 grammi per un cappello

“Per alcune tipologie di sottopelo, le cui fibre non riescono a legarsi, è necessario miscelare un po’ ci lana di pecora (abbiamo 10 pecore Sopravissane che vivono con noi e ci aiutano!) in percentuale minima (95% cane, 5% pecora)”.

Foto tratta dal sito Lanadicane.it

Ora la domanda che in tanti si staranno ponendo: quali sono le razze adatte alla filatura?

“In questi anni ci siamo trovati a filare pelo delle razze più svariate, facciamo fatica a fare un elenco esaustivo delle razze ‘filabili’, pertanto vi diciamo che riusciamo a filare sottopelo di animali che abbiano una lunghezza di almeno 2 centimetri”. Lunghezza che apre l’opportunità a quasi tutte le razze conosciute. “Abbiamo già filato pelo di Alaskan Malamute, Akita Inu, Border Collie, Bovaro delle Fiandre, Cane Lupo Cecoslovacco, Cane da Orso della Carelia, Golden Retriever, Hovawart, Labrador, Maltese, Mastino dei Pirenei e Pastore Maremmano Abruzzese. La lista poi prosegue includendo anche Pastore del Caucaso, Pastore dei Pirenei, Pastore tedesco, Samoiedo, Shiba Inu, Siberian Husky, Setter Inglese, Terranova, Tibetan Terrier, Volpino Italiano, Wolfspitz e, per la gioia di milioni di italiani, anche meticci di ogni tipo.

Prima abbiamo accennato anche la possibilità di ottenere degli ottimi filati dal pelo di molti gatti. In questo caso i titolari dell’azienda agricola raccomandano una maggiore attenzione nella raccolta e conservazione (perché maggiormente soggetta all’infeltrimento).

Infine il prezzo

Il costo per ottenere del filato di qualità varia in base a diversi fattori: in linea di massima, spiegano Alessandro e Giulia, una lavorazione a 3 capi, ideale per la realizzazione di indumenti perché permette di avere un filato più compatto e resistente, costo da 24 a 40 euro ogni 50 grammi di lana (iva esclusa).

Riferimenti