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Le energie rinnovabili possono sostituire totalmente i combustibili fossili. Da chi è ostacolata la rivoluzione

Ma gli interessi che stanno dietro il petrolio sono troppo grandi e difficilmente l’umanità riuscirà a spezzare le catene che la legano ai “big oil”

di Roberto Zonca   
Foto Shutterstock
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Un mondo libero dall’inquinamento, dove l’energia elettrica indispensabile per l’industria, come anche quella per l’uso civile, arriva dalle fonti rinnovabili, è possibile. E’ quanto sostengono i ricercatori di 15 importanti università e organizzazioni scientifiche di 9 Paesi, guidati da Christian Breyer della LUT-yliopiston. Gli scienziati sono certi che l’umanità possa riconvertirsi rapidamente, e le prove stanno su centinaia di studi che dimostrano la fattibilità di sistemi basati interamente sulle energie rinnovabili. Tutto ciò sarebbe possibile nell’arco di pochi decenni, entro (se non addirittura prima) del 2050. Tutto dipende però dalla volontà politica internazionale, che non dovrebbe farsi piegare, o ammorbidire, dagli interessi dei cosiddetti Big Oil.

Stando a quanto riportato sulle pagine dell’Ieee Access, che ha pubblicato integralmente lo studio intitolato “On the History and Future of 100% Renewable Energy Systems Research”: “Sempre più ricercatori giungono alla conclusione che l’intera domanda del sistema energetico può essere soddisfatta sulla base delle energie rinnovabili, e che così facendo sarà effettivamente più economico a lungo termine, pur soddisfacendo i requisiti di sostenibilità”. L’umanità dovrebbe puntare prevalentemente su energia solare ed eolica, ma anche sulle tecnologie che consentono di accumulare energia, come anche il sector coupling e l’elettrificazione di tutti i settori che implicano soluzioni power-to-X e hydrogen-X, integrate dalla rimozione dell’anidride carbonica per aiutare a stabilizzare il clima.

Il nuovo studio dimostra che le tecnologie esistenti sono già oggi sufficienti a garantire al mondo un approvvigionamento energetico totalmente ecologico: l’uomo potrebbe liberarsi dei combustibili fossili migliorando la salute del pianeta. I ricercatori, tra cui spicca anche Sven Teske dell’University of Technology Sydney (UTS), invitano i governi ad “inserire il loro studio negli assessment reports dell’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC), attualmente basati su ricerche di scenari energetici obsoleti”.

Lo scetticismo che alcuni ricercatori - non sempre totalmente obiettivi e liberi - evidenziavano qualche anno fa, sta pian piano lasciando spazio alla convinzione che la strada verso le energie rinnovabili sia la sola percorribile in totale sicurezza. I cambiamenti climatici, benché ciclici e in buona parte naturali, possono esser “contenuti” con azioni di buon senso, economicamente sostenibili.

Le principali critiche sollevate nei confronti dei ricercatori che sostengono la necessità di passare ad un sistema di energia rinnovabile al 100 per cento riguardano l’energy return on investment (EROI) per le energie rinnovabili, la variabilità e la stabilità del sistema, i costi, la domanda di materie prime e la distruzione dell’economia di intere comunità. All’università finlandese di LUT fanno presente che nello studio “questi aspetti vengono affrontati direttamente ed è dimostrato che sono un argomento del passato o che esistono soluzioni per fare in modo che nessuno di questi aspetti debba essere considerato un ostacolo”.

Oggi sono le istituzioni internazionali a porsi di traverso alla rivoluzione energetica. Se guardassero con occhi sinceri alle ultime intuizioni presentate dalla ricerca la transizione potrebbe essere più rapida. Il danese Brian V. Mathiesen, ricercatore dell’Aalborg Universitet, sottolinea che “le tecnologie già esistono. I decision makers devono bloccare gli investimenti nei combustibili fossili e concentrarsi sulla creazione di sistemi energetici intelligenti basati sull’energia rinnovabile”.

di Roberto Zonca   

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