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Così il parroco aiuta ad abbassare la bolletta elettrica e a dire addio al fossile. Cos'è una comunità energetica

Dalla Cei lezione di energie rinnovabili: così la Chiesa aiuta le tasche dei fedeli e l'ambiente

Stefania Divertitodi Stefania Divertito   
Vademecum della Cei sulle comunità energetiche. Foto Cei
Foto Cei

In principio fu Treviso. O, almeno, è trevigiano l'esperimento più ampio mai riuscito. Il 22 dicembre scorso è stato firmato l'atto costitutivo della Fondazione Diocesi Treviso Energy Ets", che ha riunito 265 parrocchie e oltre un milione di fedeli in una sfida unica nel suo genere: diventare produttrici di energia e affrancarsi il prima possibile dalle energie fossili. Nasce così la prima comunità energetica diocesana. Le regole ministeriali ancora dovevano essere del tutto definite, ma la Chiesa si è fatta trovare pronta. 

Un vademecum per parroci e cittadini

Dopo solo sei mesi, il progetto ha una struttura completa e ieri la Cei ha presentato il primo, documentatissimo, vademecum da diffondere urbi et orbi nel quale si insegna come trasformarsi da semplice consumatore in un produttore di energia. 

Quella di Treviso è stata sicuramente la prima Diocesi che ha ragionato passando dalle parole ai fatti nella tutela dell'ambiente su larga scala e nella transizione energetica. Siamo nel campo del "cattolicesimo sociale" e l'origine di questa transizione energetica sta nelle parole di Monsignor Santoro, al termine della settimana sociale dei cattolici italiani, a Taranto nel 2021. Nel documento conclusivo dell'evento si invitavano le parrocchie a costituire comunità energetiche. Detto fatto: il ministero dell'Ambiente e della sicurezza energetica ancora non aveva approntato le regole definitive e la Chiesa si stava già facendo trovare pronta. 

Cos'è una comunità energetica

Sono più conosciute come "Cer", acronimo che sta per comunità energetiche rinnovabili: si tratta di reti formate da diversi soggetti come amministrazioni comunali, aziende o anche singoli privati che immettono in rete energia prodotta grazie a impianti fotovoltaici e soprattutto la condividono tra loro. Negli ultimi decenni si sono diffuse soprattutto nei paesi del Nord Europa e negli ultimi anni anche in Italia grazie a un sistema di incentivi. 

In Italia possono costituire una comunità energetica privati cittadini, piccole e medie imprese oltre a diversi enti, fra cui quelli di ricerca e formazione, del terzo settore e di protezione ambientale, tutte le amministrazioni locali e appunto gli enti religiosi. Questi soggetti possono aprire una comunità energetica senza avere un impianto per la produzione di energia rinnovabile di proprietà (può essere messo a disposizione da uno solo dei membri o da un ente terzo), ma l’importante è che la comunità energetica non diventi un’azienda e condivida semplicemente gli utili tra tutti i soci.

 

Ecco il senso del vademecum, che avrà una parte tecnica in continuo aggiornamento: come ha sottolineato la Cei, le Comunità Energetiche Rinnovabili rappresentano un passo decisivo verso una transizione energetica in una prospettiva di ecologia integrale, che abbraccia la tutela dell’ambiente, la giustizia nei rapporti economici e sociali, la cura della persona umana e delle comunità.

Secondo l'Osservatorio italiano sulla povertà energetica, nel 2022 circa 2 milioni di famiglie si trovavano in questa condizione. L'ingresso in una Cer per i soggetti vulnerabili può essere un modo per contrastare la povertà energetica. Inoltre il Gse ha stabilito che l'energia prodotta in eccesso da una Cer può essere ceduta solo ai consumatori non aziendali o impiegarla per sociali. Agli obiettivi sociali si affiancano poi quelli ambientali: secondo il Gse un gruppo di autoconsumo o una Cer con un impianto fotovoltaico da circa 200 kW evita la combustione di oltre 300 barili di petrolio. 

Il Vademecum, che verrà regolarmente aggiornato per recepire in maniera continuativa gli sviluppi a livello normativo, di mercato e pastorale, è disponibile sui siti www.chiesacattolica.it e tavoloenergia.chiesacattolica.it/. 

Stefania Divertitodi Stefania Divertito   
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