“Smontiamo la principale fake news: in discarica non si bruciano i rifiuti”

Il nodo degli scarti e il trattamento sicuro nelle discariche secondo Roberto Zocchi, CTO di Engineering and R&D Greenthesis Group

Ing. Roberto Zocchi, CTO - Engineering and R&D Greenthesis Group
Ing. Roberto Zocchi, CTO - Engineering and R&D Greenthesis Group
TiscaliNews

In Italia sono in atto iniziative trasversali al mondo dell’industria, delle istituzioni e del territorio volte a sensibilizzare tutte le parti coinvolte sui temi di Riduzione, Riutilizzo, Riciclaggio e Recupero degli scarti, che sono il vero nodo che tocca il tema del cosiddetto impatto ambientale. Ne abbiamo parlato con l’ingegnere Roberto Zocchi, CTO - Engineering and R&D Greenthesis Group, azienda leader in Italia e in Europa nella gestione dei rifiuti, che gestisce tra le altre la discarica tattica regionale veneta di Sant’Urbano in provincia di Padova, dove la rimozione dei PFAS da percolati di discarica viene trattata con soluzioni impiantistiche che combinano sia tecnologie consolidate che innovative.  

Ingegnere, cosa si intende per discarica?  

“La discarica è il sito dove vengono immagazzinati permanentemente i rifiuti solidi di origine industriale e civile, che dopo opportuni pretrattamenti volti al recupero di materia ed energia, non è stato possibile riutilizzare. Pur essendo l’ultima delle soluzioni auspicabili, grazie all’avanzamento tecnologico ed impiantistico nel settore del recupero e riciclo, le cosiddette Discariche Controllate rappresentano una soluzione sicura per lo stoccaggio di rifiuti prodotti dal comparto industriale e civile. Per questo motivo, una moderna discarica deve essere progettata con estrema accortezza e professionalità, in modo da monitorarne gli inquinanti e ridurne il più possibile l’impatto. Vorrei però smontare subito una fake news e rassicurare i cittadini: in discarica non si bruciano rifiuti”.

Quali tipologie rifiuti vengono conferiti?

“Nella discarica gestita da Gea a Sant’Urbano in provincia di Padova noi trattiamo i cosiddetti rifiuti speciali non pericolosi, cioè urbani ed ex speciali assimilabili agli urbani. Attualmente oltre il 70% dei rifiuti conferiti sono di matrice urbana ed il restante 30% sono rifiuti speciali non pericolosi provenienti dalle attività artigianali, commerciali ed industriali. Il nostro impianto assicura che mediamente ogni anno oltre 140 mila tonnellate di rifiuti urbani e speciali non pericolosi vengano correttamente smaltiti generando ed immettendo in rete altresì, attraverso il recupero di biogas prodotto dallo stesso sito, energia elettrica da fonte rinnovabile”.

Come si costruisce una discarica sicura?

“La discarica è costruita secondo le migliori tecniche disponibili ed assicura l’impermeabilizzazione idraulica verso l’esterno con i suoi due principali presidi di tenuta idraulica, costituiti sia da un diaframma perimetrale in bentonite, immorsato in un sottostante strato di argilla naturale a bassa permeabilità (spessore di circa 2 metri), sia da un successivo adeguato strato di base del sedime della discarica costituito da argilla a bassa permeabilità (100 centimetri). Si tratta di un pacchetto di impermeabilizzazione coerente con le più moderne normative di settore che la rende assolutamente separata dal punto di vista idraulico dal terreno sopra cui è stata realizzata. Un ramificato sistema di rilevamento piezometrico (18 punti di verifica) consente di monitorare, tra le altre cose, la tenuta dell’impermeabilizzazione così realizzata ed in oltre 20 anni di esercizio non si sono mai riscontrate anomalie. Tutti i dati di esercizio e di verifica delle matrici ambientali sono analizzati da un organismo tecnico terzo attraverso il PMC (piano di monitoraggio e controllo) ed inviate agli Enti di Controllo (Regione, Provincia di Padova, Arpa, Comune di Sant’Urbano) oltre alle verifiche periodiche fatte direttamente da Arpav previste in AIA”.  

Si parla spesso del “biogas” come un problema. Voi come lo affrontate?

“Il biogas prodotto all’interno della discarica dalla decomposizione anaerobica della frazione organica dei rifiuti viene regolarmente captato, trasportato alla centrale di aspirazione e in gran parte riutilizzato sia per produrre ed immettere in rete, attraverso sistemi impiantistici di produzione di energia elettrica, oltre 6.000.000 di KWh elettrici all’anno, sia per produrre energia termica. Il residuo viene dissipato in torce ad alta temperatura, come previsto dalle norme di settore. Il sistema garantisce la continua tenuta in depressione della discarica assicurandone la corretta gestione. La produzione di energia elettrica attraverso il recupero del biogas con motori endotermici, con la cessione dell’energia nel mercato della “green energy”, porta ad un sensibile risparmio di utilizzo di carbon fossile e quindi alla diminuzione di emissioni risultanti dalla sua estrazione e dal suo utilizzo per produrre lo stesso quantitativo di energia, rappresentando quindi una concreta mitigazione ambientale”.  

Nel Veneto è emerso il problema Pfas. Che soluzioni mette in campo GEA? 

“I Pfas sono una famiglia di composti organici utilizzati ampiamente in diversi processi industriali di produzione di beni di consumo e conseguentemente presenti nelle matrici di alcuni rifiuti conferiti negli impianti di destino finali quali le discariche. A tal fine, in linea con il Piano Regionale dei Rifiuti (art. 15.8) e una sollecitazione della Regione Veneto rivolta agli operatori di settore, GEA, per risolvere il problema della presenza dei PFAS nei percolati, ha proposto un progetto per la realizzazione di un impianto di trattamento in loco del percolato prodotto dalla discarica di Sant’Urbano. Attraverso una soluzione tecnologica all’avanguardia, consistente nella filtrazione a 3 stadi successivi con apposite membrane ad osmosi inversa, accoppiata ad un impianto di evaporazione sottovuoto a tre effetti, si potranno intercettare il Pfas nel concentrato osmotico, separandoli dal liquido depurato (il permeato), e portarli a termodistruzione in impianti autorizzati, con un miglioramento significativo di standard ambientale, operando in coerenza con il “principio di precauzione”, sempre più ricorrente nel diritto comunitario. Il permeato depurato verrà scaricato in corpo idrico superficiale in quanto rispetta abbondantemente i limiti previsti dalla norma. L’impianto consente anche un ulteriore miglioramento ambientale in quanto l’unico rifiuto che rimane da conferire a impianti terzi è il concentrato osmotico contenente i PFAS, pari a circa il 10 % del volume di percolato trattato, con una sensibile riduzione anche del traffico veicolare”.  

GEA come garantisce gli Enti di Controllo, le istituzioni e la collettività per tutti gli impegni gestionali della discarica?  

“In ottemperanza alle norme di legge, Gea ha accantonato in appositi ratei di bilancio i fondi, da destinarsi, nel corso del tempo, proprio alla ricomposizione finale di post gestione della discarica. In aggiunta, Gea ha ottenuto dalle più importanti compagnie assicurative (Allianz, Coface, Atradius, Unipol-Sai) le fideiussioni necessarie a garantire alla Provincia di Padova la corretta gestione della discarica”.