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La crisi climatica la paghi anche tu, vola anche il prezzo dell’olio extravergine: aumenti del 49 per cento

Crolla la produzione mondiale, e anche l’Italia fa i conti con i cambiamenti climatici e con una produzione decisamente sotto la media

di GreenReport.it   
Olive leccino - Foto R.Z.
Olive leccino - Foto R.Z.

La produzione italiana dell’olio extravergine di oliva quest’anno è stimata di circa 290mila tonnellate, al di sotto della media dell’ultimo quadriennio, anche se il sud segna un +34% rispetto allo scorso anno (in Puglia +50%) compensando in parte la caduta verticale del centro nord (-33%). «A pesare quest’anno è stato il clima impazzito con eventi estremi: piogge durante la fioritura, siccità e alte temperature che hanno messo a dura prova gli uliveti nazionali», spiega la Coldiretti, ovvero la più grande organizzazione degli agricoltori italiani.

Lo stesso vale a livello globale con «il raccolto mondiale che crolla e fa schizzare i prezzi dell’olio extravergine a livello nazionale del +49,3%», visto anche che la produzione nazionale non è sufficiente a soddisfare la domanda per consumo ed esportazioni: l’Italia è fra i primi tre maggiori consumatori di extravergine di oliva al mondo con circa 480 milioni di chili, subito dopo la Spagna e prima degli Stati Uniti e rappresenta il 15% dei consumi mondiali.

Da qui il profondo effetto sul mercato interno della dinamica in corso in tutto il mondo, a causa della crisi climatica. Quest’anno, infatti, la produzione in Spagna dovrebbe attestarsi a circa 765 mila tonnellate, del 34% inferiore alla media degli ultimi quattro anni.

In Turchia la produzione di olio dovrebbe scendere intorno alle 280 mila tonnellate, circa 100mila tonnellate in meno rispetto alla scorsa campagna. Crolla anche la Grecia con 200mila tonnellate previste rispetto alle 350mila dello scorso anno. Solo la Tunisia sembra in recupero con una produzione che può superare le 200 mila tonnellate, sopra le 180mila dell’ultima stagione, avvicinandosi alla media degli ultimi 5 anni che è di 228 mila tonnellate. Per questa situazione internazionale, con le scorte che si stanno esaurendo, il prezzo medio dell’olio extravergine d’oliva, arrivato a livelli record, sembra destinato a salire ancora.

«Si è creata una situazione mai vista prima – aggiunge il presidente di Unaprol David Granieri – con scarse produzioni, soprattutto in Spagna, scorte basse e inflazione, che ha fatto impennare i valori dell’extravergine d’oliva con il raddoppio dei prezzi per gli olii di origine comunitaria».

A cura di GreenReport.it

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