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Stop del gas dalla Russia, ecco il piano di emergenza dell’Italia: termosifoni “ridotti” e accensione posticipata di 15 giorni

Tutti dovranno fare sacrifici, ma ancora una volta quelli che rischieranno di più saranno ristoranti, bar e discoteche: non potranno offrire servizi dopo le 23:00

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La guerra tra Russia e Ucraina, e le conseguenti sanzioni imposte dall’Ue alla Russia, stanno mettendo in ginocchio l’economia, scatenando l’innalzamento dei prezzi di una moltitudine di beni e materie prime, tra cui anche il gas. Per ridurre la dipendenza da Mosca, che progressivamente sta riducendo le forniture alle nazioni Ue, il governo italiano avrebbe già predisposto un piano di emergenza. Non una vera e propria soluzione al problema, ma un documento che servirà quantomeno a contenere i danni. L’Esecutivo punterebbe a far risparmiare l’intera popolazione, imponendo un uso ridotto dei sistemi di riscaldamento e degli impianti di illuminazione. Ancora la novità sembra circolare quasi fosse una “possibilità remota”, ma il piano sarebbe stato già predisposto nei più minimi dettagli. Il Governo potrebbe persino decidere la chiusura anticipata dei negozi alle 19:00 e dei locali alle 23:00.

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Ma vediamo nel dettaglio le anticipazioni apparse sulle pagine de Il Messaggero: il governo guidato da Mario Draghi ha previsto un piano di rientro dall’emergenza suddiviso in più fasi. Da prima, nel periodo invernale, sarà applicata una riduzione all’utilizzo dei termosifoni in ogni abitazione, con una temperatura ridotta di due gradi e dei paletti sugli orari di utilizzo. Qualcosa di simile è prevista anche per la prossima estate, nel caso in cui la guerra non fosse ancora finita. Nel periodo estivo potrebbero arrivare dei limiti all’utilizzo dell’aria condizionata che non dovrebbe esser mai inferiore ai 27 gradi. E se neppure così si riuscissero a contenere i consumi si procederebbe con un taglio all’illuminazione pubblica (fino ad un 40 per cento) e alla chiusura anticipata degli uffici pubblici alle 17:30.

Il piano d’austerity, in realtà, è già stato avviato lo scorso primo maggio, e si protrarrà fino al mese di aprile del 2023. Il Governo ha stabilito che la temperatura all’interno degli uffici pubblici non potrà esser superiore ai 19 gradi nel periodo invernale e inferiore ai 27 in quello estivo. La chiusura anticipata delle attività commerciali (escluse le farmacie) sarebbe pertanto la parte tenuta temporaneamente in stand by.

E la guerra in Ucraina si ripercuote, come prima il Covid, sulle attività commerciali. A rischiare più di altri saranno ristoranti, bar e discoteche, che non potranno offrire servizi dopo le 23:00. Anche l’industria che, fa sapere La Repubblica, subiranno temporanee interruzioni nella fornitura di energia elettrica.

Ma “niente panico - spiega il Mite -. Il governo mantiene lo stato di pre-allerta necessario al monitoraggio costante dei flussi, senza alcun bisogno di misure emergenziali e di un passaggio allo stato di allerta”. Per il momento possiamo stare tranquilli insomma, anche perché la riduzione di circa il 30 per ceto sulle forniture di gas annunciate da Gazprom per l'Italia “equivale in valore assoluto a circa 10 milioni di metri cubi al giorno, e rappresenta una parte marginale della fornitura giornaliera totale che viene ampiamente compensata dalle altre forniture che il governo si è assicurato con il piano di diversificazione”. Tuttavia “il risparmio dei consumi del gas nel settore residenziale, il 30 per cento del totale, è cruciale”, aveva detto il ministro Cingolani in mattina commentando i nuovi dati dell'Enea. E quindi “stiamo discutendo con altri ministeri di un progetto rapido di informazione, tipo Pubblicità e progresso, su due grandi settori: l'energia, appunto, e l'acqua”. Serve sobrietà, ha spiegato: “se gli utenti non sono sensibili al risparmio, le politiche sono inutili”.

I sacrifici in vista vengono descritti dall’Enea come un’opportunità di risparmio. Secondo l’Ente per le nuove tecnologie, l'energia e l'ambiente i tagli consentiranno a una famiglia tipo di risparmiare quasi 180 euro in bolletta (salvo queste non continuino ad aumentare) e di abbassare i consumi nazionali di circa 2,7 miliardi di metri cubi di gas. L’Enea è ancor più ottimista e ipotizza, con un taglio alle temperature dei caloriferi di almeno 2 gradi, i benefici saranno doppio: 360 euro di risparmi e circa 5,5 miliardi di metri cubi di gas in meno da consumare.

Comunque sia è evidente che i prossimi mesi saranno per l’Italia difficili. Il Governo spera di non dover mai attuare il piano d’emergenza, ma non intende certo farsi cogliere impreparato e per questo sono in pieno svolgimento i contatti tra Mite, Mise e Mef con le società di distribuzione locale e Terna (che si occupa delle reti di trasmissione dell'energia elettrica in alta tensione).

Certo i problemi da superare sono tanti, non ultimo si dovrà capire chi sarà incaricato di controllare il rispetto delle nuove regole…

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