Retrofit, un bonus da 3.500 euro per convertire le vecchie auto in elettriche

Lo prevede la legge di Bilancio 2022, che stanzia incentivi per la conversione di vecchi mezzi spinti da motori benzina o diesel

Foto R.Zonca
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di Roberto Zonca

Sono tante le auto d’epoca presenti sul territorio italiano, e sono altrettanto numerose quelle che, pur essendo pregiate, magari a causa di problemi meccanici, rischiano di finire come carcasse ad uso ricambi in uno dei tanti sfascia carrozze. Certo, alcune auto sono talmente belle che pensare di darle via esclusivamente perché colpite da un grave problema al motore, fa male al cuore. Una soluzione però sembra esserci. Grazie alla legge di Bilancio 2022, che mette a disposizione degli automobilisti un bonus che può arrivare anche a 3.500 euro, è infatti possibile convertire una vecchia auto termica in elettrica, attraverso l’installazione di un kit retrofit.

Un buon retrofit può costare però 10mila euro

L’operazione di sostituzione del vecchio motore, che sia questo benzina o diesel, dovrà avvenire entro il prossimo 31 dicembre. Si può usufruire del bonus fiscale del 60 per cento (nel limite di 3.500 euro) da applicare al costo di installazione di un motore elettrico al posto del termico. L’operazione di trasformazione, oltre all’inserimento del motore elettrico vero e proprio, prevede l’eliminazione dei tubi di scappamento, del radiatore e dell’impianto di raffreddamento. Una volta ultimati i lavori viene poi aggiunto un sistema per la gestione dell’elettronica e l’indispensabile pacco batteria, che soppianta il vecchio serbatoio del carburante. L’incentivo, viene specificato dalla legge, è attivato in via sperimentale a favore di chi omologa in Italia un veicolo entro il 31 dicembre 2022 ed è valido anche per furgoni e bus di 3,5 e 5 tonnellate (M1, M1G, M2, M2G, M3, M3G, N1 e N1G).

Ma a guadagnarci è anche l'ambiente

L’incentivo per l’installazione del kit di retrofit consente dunque di dare una seconda vita ad un mezzo ormai obsoleto e inquinante, con notevoli vantaggi sia economici che ambientali. Il Dl Infrastrutture prevede anche un contributo per la nuova immatricolazione, necessaria in quanto il veicolo sarà riconosciuto dal PRA come auto “nuova”. In questo caso sarà riconosciuto un risparmio del 60 per cento a parziale copertura delle spese sostenute sull'imposta di bollo e l'imposta provinciale di trascrizione.

A cura di Roberto Zonca