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Funziona il fotovoltaico wireless, energia dallo spazio alla Terra grazie alle microonde

Operativa la centrale spaziale realizzata dagli ingegneri del California Institute of Technology

Roberto Zoncadi Roberto Zonca   

Catturare la luce del Sole direttamente nello spazio per poi trametterla attraverso un trasmettitore a microonde direttamente sulla Terra, dove può esser riconvertita in energia elettrica. Funziona il primo impianto fotovoltaico orbitale realizzato dagli ingegneri del California Institute of Technology (Caltech). Quella che fino a qualche anno fa appariva ai più come un’idea fantascientifica è stata finalmente trasformata in un progetto concreto che prende il nome di Microwave Array for Power-transfer Low-orbit Experiment (MAPLE). Il lavoro degli scienziati, per il momento in fase di test, è già parte del più ampio progetto Space Solar Power Project (SSPP). Lanciato a inizio anno, a bordo del razzo Falcon 9 di SpaceX, il prototipo si è dimostrato efficiente ed espandibile. Il cuore dello Space Solar Power Demonstrator (SSPD-1) è composto da trasmettitori di potenza a microonde controllati da microchip. La struttura è flessibile ed economica.

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“Abbiamo avuto la conferma che MAPLE può trasmettere energia ai ricevitori nello spazio – ha spiegato il professor Ali Hajimiri, docente di Ingegneria Elettrica e Ingegneria Medica nonché co-direttore del progetto SSPP -. Siamo stati anche in grado di programmare l’array per dirigere la sua energia verso il nostro Pianeta. Ovviamente l’avevamo testato sulla Terra, ma ora sappiamo che può sopravvivere al viaggio nello spazio e operare anche dall’orbita terrestre”.

Ottimi risultati dai primi test mai realizzati

I rivoluzionari trasmettitori, hanno evidenziato i ricercatori, “sfruttano interferenze costruttive e distruttive, oltre a precisi controlli di temporizzazione per individuare e trasmettere l’energia catturata dai pannelli solari. MAPLE dispone di due array di ricevitori separati situati a circa 30 centimetri di distanza dal trasmettitore per ricevere l’energia, convertirla in elettricità a corrente continua e impiegarla per accendere una coppia di LED. Per quanto ne sappiamo nessuno ha mai dimostrato il trasferimento di energia senza fili nello spazio, neanche con costose strutture rigide - aggiunge Hajimiri -. Lo stiamo facendo con strutture flessibili e leggere e con i nostri circuiti integrati. Questa è la prima volta”.

La tecnologia sviluppata dal Caltech è ancora nelle sue prime fasi di sviluppo, ma in un prossimo futuro – e i ricercatori di questo ne sono certi - l’intera umanità potrebbe beneficiare dell’energia catturata da immensi impianti fotovoltaici orbitali, capaci di produrre ingenti quantità di energia pulita senza peraltro occupare superfici terrestri destinabili ad altro uso, non ultima la produzione di cibo.

Riferimenti
Roberto Zoncadi Roberto Zonca   
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