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Il Centro Italia sei anni dopo il terremoto, le storie di resilienza che guardano al futuro

I progetti di Alleva la speranza +, il crowdfunding promosso da Legambiente ed Enel

di A cura di GreenReport.it   
Foto GreenReport.it
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Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente, ricorda che «Sei anni fa il sisma del Centro Italia ha segnato il nostro Paese lasciando una ferita profonda e tutt’ora visibile, In questi anni la macchina della ricostruzione è proceduta a rilento tra ritardi, difficoltà burocratiche e altri problemi. Con la campagna Alleva la speranza e Alleva la speranza + abbiamo voluto lanciare insieme a Enel un importante messaggio di rinascita e resilienza ai territori del Centro Italia colpiti dal sisma, dando loro anche un aiuto concreto. Le storie dei tanti protagonisti e beneficiari che abbiamo supportato e stiamo tuttora aiutando, ci raccontano la forza di un territorio che sa guardare avanti nonostante le difficoltà, puntando sulla sostenibilità, sul turismo slow, sull’agricoltura biologica. E questo ci lascia per sperare per il futuro del Centro Italia post sisma».

Dal cuore di Amatrice Fabio Fantusi, grazie ad Alleva la speranza +, ha realizzato un’area attrezzata – con gazebi, tavoli e bracieri – per far tornare i turisti in questo splendido territorio, tra i Monti Sibillini e i Monti della Laga. «Con questo progetto – spiega Fabio – abbiamo davvero gettato il cuore oltre l’ostacolo, per far innamorare di nuovo di questi paesaggi meravigliosi i turisti. Dall’alto si domina tutta la conca amatriciana fino al lago di Scandarello. Una visione tra cielo, monti e acqua unica al mondo, che vogliamo tornino ad ammirare tante persone. Anche se questo agosto è stato un po’ sottotono, siamo convinti che passo dopo passo riusciremo ad aiutare il nostro territorio a rinascere portando sempre più turisti”. Riguardo il sisma che ha ferito il Centro Italia, Fabio dice: “A sei anni dal sisma, la ricostruzione procede a rilento così come i cantieri. Ad esempio, la casa di mia sorella e quella dei miei genitori doveva essere riconsegnata a dicembre 2021 – gennaio 2022, ma ciò non è avvenuto. C’è ancora molto da fare in questi territori”. E pensando ai terribili momenti della scossa del 24 agosto, Fabio dice: “dormivo con la mia compagna in una casetta vicino all’azienda. Con il mio trattore ho liberato le prime strade per arrivare ad Amatrice. Ho soccorso le persone durante tutto il giorno e ho continuato a cercare tra le macerie: conoscevo tante famiglie e avevo tanti amici. Sono stato lì con loro, fino a sera. Dopo le scosse, il nostro maneggio era una delle poche strutture rimaste ancora in piedi, così presto è diventato la casa comune di tantissime persone. Per mesi hanno vissuto da noi in 50, bambini e anziani compresi. Dormivamo, ci svegliavamo, pranzavamo e cenavamo insieme. La sera si suonava l’organetto, si dava il gelato ai bambini per non far pesare troppo i momenti tragici che stavamo vivendo. Si era creata una grande comunità di autoaiuto. La mia compagna Roberta e sua madre hanno cucinato per tutti, anche per i vigili del fuoco e i volontari della Protezione civile».   

Dal cuore dei Monti Sibillini arriva la storia di Amalia Arpini, la cui attività principale è l’allevamento allo stato semi-brado di ovini di razza Bergamasca, nutriti con alimenti biologici di produzione propria. Grazie ad Alleva la speranza +, Amelia ha realizzato la recinzione delle pecore «che – spiega – permettere loro di vivere al pascolo, allo stato brado, e difenderle dall’esterno, al riparo dagli animali selvatici”. Riguardo il terremoto, “quella notta del 24 agosto – racconta Amalia – è rimasta danneggiata solo l’abitazione di mia madre. I danni più gravi li abbiamo avuti con la scossa del 30 ottobre alla stalla degli ovini, alla rimessa attrezzi ed è stato distrutto il magazzino usato per le derrate alimentare degli animali e le semine. Il Covid ha dato un ulteriore colpo alla nostra attività, dopo la pandemia è cambiato il modo di vivere, di comportarsi, e di conseguenza ci siamo dovuti adattare. Qui non è semplice, ma si guarda avanti”. Sulla ricostruzione, Amalia risponde con un “No comment, troppe ad oggi le lungaggini e i cavilli burocratici».

C’è poi la storia di Eleonora Saggioro che gestisce il Rifugio Sebastiani insieme alla cooperativa Equorifugio, a Rocca di Mezzo, in provincia de L’Aquila.  Eleonora ha dovuto fronteggiare le grandi difficoltà arrivate con lo scoppio della pandemia. «Con le ordinanze per il Coronavirus a marzo 2020 abbiamo chiuso. Ma i veri problemi – spiega Eleonora sulla piattaforma Planbee – si sono presentati quando si è trattato di riaprire. Ci siamo messi in contatto con la Regione, il Coordinamento nazionale rifugi e il Cai di Roma per capire come gestire in sicurezza l’ospitalità. Ad esempio: quando arriva un temporale improvviso e tutti vogliono entrare, bisogna trovare il modo per accogliere le persone in sicurezza».  Obiettivo raggiunto grazie alle risorse raccolte con Alleva la speranza che hanno permesso di poter realizzare delle mini camerette, in modo che le persone siano autonome.  

Lanciato quattro anni fa attraverso la piattaforma Planbee, il crowdfunding Alleva la speranza ha tagliato il traguardo finale nel dicembre 2021. In questi anni la campagna di Legambiente ed Enel a favore di imprese agricole e di allevamento a conduzione familiare del Centro Italia colpite dalle scosse e, successivamente, con Alleva la speranza +, di piccole realtà turistiche extra alberghiere segnate dall’emergenza Covid-19, ha consentito di raccogliere oltre 320mila euro.

Anche grazie ai contributi di circa 1000 donatori, tra singoli, imprese e associazioni, sono stati sostenuti 20 diversi progetti d’impresa: dalla ricostruzione di stalle, all’acquisto di macchinari, recinzioni e mangimi, dalla creazione di aree picnic agli interventi in rifugi di montagna per tornare ad attrarre turisti. Alcuni di questi progetti si sono già conclusi, come quello di Elena Pascalini del Rifugio Mezzi Litri, ad Arquata del Tronto, che ha potuto acquistare una rampa per disabili e strutture di accoglienza mobili e accessibili, in particolare una yurta. Amelia Nibi ad Amatrice e Arianna Veneri, a Norcia, hanno potuto ricostruire le loro stalle, all’interno di aziende impegnate in progetti più ampi, dalla vendita di prodotti locali al turismo sostenibile. Alba Alessandri, a Pieve Torina, nelle Marche, ha potuto realizzare la recinzione antilupo necessaria per la riconversione a biologico dell’allevamento di mucche. E Simone Vagni ha potuto acquistare macchinari per migliorare la gestione della sua azienda agricola biologica che si trova a Cascia (Pg). Ultimi in ordine di arrivo i progetti che hanno avuto per protagonisti Fabio Fantusi, Amalia Arpini ed Eleonora Saggioro.

L’impegno di Alleva la speranza + sta continuando per tutto il 2022 accompagnando le aziende impegnate che hanno avviato da poco i lavori previsti o devono ancora iniziarli, in attesa delle autorizzazioni richieste.

Nicoletta Novi, responsabile CSV and Sustainability Projects di Enel Italia, conclude: «Crediamo che aver promosso questa iniziativa negli ultimi anni – afferma  – sia stato un segnale importante per il rilancio dei territori del Centro Italia colpiti dagli eventi sismici e poi messi a dura prova dell’emergenza Covid-19.Con la campagna Alleva la Speranza e Alleva la Speranza + abbiamo voluto dare un contributo concreto per risollevare l’economia locale e aiutare famiglie e giovani imprenditori a ricostruire il futuro nella propria terra, valorizzandone, anche grazie al turismo sostenibile, la ricchezza del patrimonio naturale e la qualità dei prodotti agroalimentari».

A cura di GreenReport.it

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