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Acqua potabile dall’umidità atmosferica, arrivano gli idropannelli solari: saranno la soluzione contro la crisi idrica globale

I primi impianti sono già in funzione in diverse parti del mondo, ma la resa è ancora troppo bassa

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Ogni volta che si parla di dispositivi in grado di estrarre l’acqua dall’aria si genera grande interesse, ancor più adesso che il mondo sta affrontando l’inizio di quella che tanti definiscono una crisi idrica globale destinata a cambierà gli equilibri stessi del pianeta. Source Global, società statunitense specializzata nello sviluppo e nella produzione di pannelli fotovoltaici, ha annunciato di aver realizzato dei rivoluzionari idropannelli solari in grado di produrre acqua potabile estraendola dall’umidità presente nell’atmosfera. I primi pannelli, fanno sapere dalla casa madre, sono già installati in diverse parti del mondo, dall’Australia all’Oman, così da poterne valutare e migliorare la resa. La società, con sede in Arizona, opera in 54 paesi. Al momento gli impianti in fase di sperimentazione sono di grandi dimensioni, ma la società sta prendendo in seria considerazione la possibilità di realizzare anche dei dispositivi compatti per un uso prettamente residenziale.

“Oggi - spiegava soltanto un anno fa Cody A. Friesen, fondatore e CEO della società - produciamo idropannelli a un ritmo di decine di migliaia all’anno. La nostra intenzione nei prossimi cinque anni è di produrne milioni ogni singolo anno”. A disposizione della società ingenti fondi concessi da imprenditori e altre società operanti nel settore, che non vogliono perdere l’opportunità di essere sul mercato con il nuovo prodotto. Il programma conta su budget pari a 270 milioni di dollari.

Come funzionano gli idropannelli

Schematizzando al massimo il funzionamento degli idropannelli, realizzati anche grazie a diversi brevetti tecnologici, ogni unità cattura e trasforma la luce solare in energia elettricità che serve ad alimentare uno speciale ventilatore integrato nel modulo. Questo ha il compito di veicolare l’aria su un materiale igroscopico, capace di estrarne l’umidità. L’acqua, dopo esser stata depurata, viene mineralizzata con magnesio e calcio, e resa dunque potabile.

“Funziona interamente fuori rete - evidenziano i ricercatori della Source Global -, non richiede fonti esterne di elettricità o infrastrutture idriche e produce acqua potabile di alta qualità in loco e in una varietà di climi e condizioni”. Le performance, per il momento, non sono elevatissime, ma dalla società statunitense sono certi di poter migliorare la resa. Oggi, un impianto costituito da 2 idropannelli, il cui costo orientativo è di circa 6 mila dollari, produce in media dai 3 ai 5 litri al giorno. Troppo pochi? Forse, ma è pur sempre un inizio.

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