Pace, non petrolio! La nostra protesta contro le importazioni di petrolio e gas che alimentano la guerra

di  greenpeace

Serve subito una transizione energetica per proteggere la pace e il clima

Oggi attiviste e attivisti di Greenpeace hanno svolto una protesta pacifica nelle acque di fronte a Siracusa per ostacolare l’arrivo in porto della nave SCF Baltica proveniente dalla Russia e contenente un carico di petrolio greggio. 

Gli attivisti, con il supporto della nave di Greenpeace, hanno scritto a lettere cubitali sulla fiancata della petroliera il messaggio “Peace not oil” (Pace non petrolio) per chiedere un’immediata cessazione della guerra e una vera transizione ecologica che metta fine alla dipendenza dai combustibili fossili. Tra gli alberi della Rainbow Warrior è comparso inoltre un enorme simbolo della pace, mentre alcuni attivisti hanno esposto i loro messaggi direttamente in acqua.

L’ipocrisia dell’Europa, che alimenta la guerra

I leader politici dell’Unione Europea si comportano in modo contraddittorio e ipocrita: se da un lato condannano l’invasione russa dell’Ucraina, dall’altro continuano a finanziare il conflitto attraverso l’acquisto di combustibili fossili, che significa nuove entrate per le casse del governo di Putin. 

La petroliera SCF Baltica, salpata il primo aprile da Primorsk (Russia) per trasportare circa 110 mila tonnellate di greggio fino alla Rada di Santa Panagia (Siracusa) non è l’unica. Al momento altre 5 navi che trasportano petrolio o gas liquefatto dalla Russia sono in arrivo sulle coste italiane, e moltissime altre in tutta Europa. Si stima che dall’inizio del conflitto in Ucraina i Paesi dell’UE abbiano speso più di 33 miliardi di euro per importare gas fossile, petrolio e carbone dalla Russia. 

Ai governi europei chiediamo di mettere subito fine a qualsiasi forma di importazione, commercio, produzione e investimento su petrolio, gas fossile e carbone in Russia, e di abbandonare rapidamente un sistema energetico basato sulle fonti fossili che ci espone a rischi di ogni tipo: economici, energetici e ambientali.

Per promuovere la pace serve una transizione energetica!

Nelle ultime settimane attiviste e attivisti di Greenpeace hanno manifestato pacificamente nei mari di tutta Europa per denunciare il legame profondo tra il petrolio e il gas fossile che i Paesi europei importano dalla Russia e il conflitto in corso in Ucraina. 

Per assicurarci un futuro senza conflitti e limitare gli impatti della crisi climatica chiediamo all’Ue di porre fine alla dipendenza da tutte le fonti fossili, non solo quelle russe. Petrolio, gas fossile e carbone alimentano conflitti e guerre in tutto il mondo e sono la principale causa dei cambiamenti climatici e della devastazione ambientale del nostro Pianeta. 

È ora di promuovere la pace e proteggere le persone da conflitti e crisi climatica investendo seriamente in una transizione energetica basata su fonti rinnovabili, infrastrutture di distribuzione efficienti, risparmio energetico per le abitazioni e il settore industriale, e una mobilità sostenibile basata sul trasporto pubblico.