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La normativa UE per proteggere le foreste è un passo avanti, ma la bozza ha alcune gravi lacune

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La normativa UE per proteggere le foreste è un passo avanti, ma la bozza ha alcune gravi lacune

La Commissione europea ha pubblicato oggi la prima bozza della normativa per eliminare la deforestazione dalle catene di approvvigionamento dell’Ue. Finalmente la normativa richiede per la prima volta alle aziende che immettono determinati prodotti e materie prime sul mercato comunitario di rintracciarne l’origine e dimostrare che non sono collegati alla distruzione o al degrado delle foreste. Si tratta di un importante passo avanti verso la protezione delle foreste del mondo, ma la normativa presenta anche gravi lacune che vanno colmate. 

I punti deboli della bozza

Nella lista di prodotti e materie prime stilata dalla Commissione, infatti, non sono ancora incluse, per esempio, carne di maiale, carne di pollo, gomma e mais, la cui produzione è legata alla distruzione di foreste ed ecosistemi. 

Inoltre, la protezione accordata alle foreste rischia di non interessare altri ecosistemi di grande importanza per la salvaguardia della biodiversità e del clima del Pianeta, come le savane e le zone umide.

Un altro punto dolente riguarda il rispetto delle normative internazionali per la tutela dei diritti umani, che non viene considerato tra i requisiti per immettere prodotti sul mercato comunitario, lasciando i Popoli Indigeni e le comunità forestali tradizionali esposti ad abusi e violenze. 

Infine, è necessario che la proposta affronti l’impatto degli investimenti del settore finanziario europeo sugli ecosistemi planetari.

I prossimi passi

I negoziati al Parlamento europeo e tra i ministri nazionali dovrebbero iniziare nella prima metà del 2022. C’è ancora margine per migliorare la normativa e aumentare la sua efficacia. Per questo, chiediamo alla Commissione europea di sostenere l’adozione di una normativa rigorosa ed efficace, in grado di proteggere davvero gli ecosistemi del Pianeta e chi li difende da generazioni.

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