L’Europa lancia una consultazione pubblica sulla deforestazione: è ora di partecipare!

L’Europa lancia una consultazione pubblica sulla deforestazione: è ora di partecipare!
di  greenpeace

Burning pasture in deforested area in the Amazon.

Non ci pensiamo mai troppo, e in alcuni casi neppure lo sappiamo, ma ogni giorno finiscono sugli scaffali dei nostri  supermercati prodotti di uso comune – dai cioccolatini alla carne, dagli shampoo alla carta – ottenuti con la distruzione di aree ricche e preziose di biodiversità come le foreste dell’Amazzonia.

È inutile girarci intorno: il consumo europeo di prodotti legati alla deforestazione rende l’Europa complice di una terribile devastazione. La buona notizia tuttavia è che, grazie alla crescente mobilitazione in difesa delle foreste e alla maggiore sensibilità dei cittadini per ridurre i consumi di carne e latticini, l’Unione europea si è decisa ad affrontare il tema degli impatti della produzione di cibo e di altre materie prime sulle foreste del Pianeta.  

Non finisce qui: stavolta infatti anche noi cittadini possiamo dire la nostra.

La consultazione pubblica in Europa

La Commissione europea ha aperto una procedura di consultazione pubblica intitolata “Deforestazione e degrado forestale – riduzione dell’impatto dei prodotti immessi sul mercato dell’Ue” alla quale si può partecipare fino al 10 dicembre 2020.

La campagna #Together4Forests, promossa da un gruppo di oltre 100 organizzazioni (insieme a noi in Italia ci sono anche WWF, Lipu-BirdLife, Legambiente e Istituto Oikos) vuole incoraggiare i cittadini a cogliere quest’ottima occasione di agire in difesa delle foreste.

L’obiettivo: una normativa più severa ed efficace per difendere le foreste

L’obiettivo è semplice: vogliamo ottenere una normativa comunitaria stringente che ponga fine alla circolazione sul mercato europeo di materie prime e prodotti la cui estrazione, raccolta o produzione ha o rischia di avere un impatto negativo su foreste, altri ecosistemi e diritti umani.

Chiedi anche tu una legge che impedisca la circolazione nell’Ue di qualsiasi tipo di prodotto legato alla deforestazione, al degrado delle foreste, alla distruzione di altri ecosistemi e alle violazioni dei diritti umani!

Di quali prodotti stiamo parlando? La normativa dovrà stabilire un elenco che come minimo comprenda:

soia, mais, olio di palma, carne, cacao, caffè e noci, ma anche cuoio, gomma, legno e cellulosa.

Sarebbe necessaria un’ulteriore valutazione per garantire che il campo di applicazione della normativa sia il più completo possibile.

La fame di materie prime e prodotti alimentari dell’Europa distrugge le foreste

Ogni due secondi, nel mondo, perdiamo un’area di foresta grande quanto un campo da calcio. I nostri consumi in Europa ci rendono responsabili di oltre il 10% della distruzione delle foreste del mondo e di quanto sta avvenendo nell’Amazzonia brasiliana e in altre preziose foreste del Sudamerica, dove gli incendi vengono appiccati per distruggere la foresta e produrre sempre più carne e soia destinata a diventare mangime. Prodotti che importiamo in grosse quantità, insieme ad altre materie come legno o olio di palma: per i cittadini europei questa consultazione è l’opportunità di smettere di essere complici inconsapevoli e chiedere all’Ue di smettere di importare deforestazione

Gli incendi che devastano l’Amazzonia

Nelle prime due settimane di settembre in Amazzonia sono stati registrati 20.486 focolai, con un aumento dell’86% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno e il valore più alto dell’ultimo decennio, mentre nel Pantanal – la più grande zona umida del mondo – ne sono stati registrati 5.300, con un aumento del 219% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. 

Il presidente del Brasile Bolsonaro resta però fermo sulle proprie posizioni anti-ambientali e lo scorso 3 Settembre, durante un discorso in diretta streaming, ha persino incitato alla violenza contro coloro che lavorano per proteggere la foresta amazzonica e il clima del Pianeta.

Dichiarazioni ancor più gravi se si pensa che, secondo Global Witness, il 2019 è stato un anno nero per gli attivisti in difesa dell’ambiente con 212 omicidi che vedono il Brasile al terzo posto come Paese più pericoloso e in particolare l’Amazzonia come regione a rischio, dove hanno perso la vita 33 dei 43 ambientalisti uccisi in Brasile nel 2019.

Deforestation caused by fires.