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Inserire gas fossile e nucleare in tassonomia: una rapina alle rinnovabili

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Inserire gas fossile e nucleare in tassonomia: una rapina alle rinnovabili

La Commissione Europea ha presentato il suo controverso piano per etichettare come sostenibili gas fossile e nucleare nell’ambito della tassonomia, cioè la lista degli investimenti ritenuti “green” a livello comunitario.

Detto chiaramente: qualcuno sta cercando di togliere miliardi di euro alle rinnovabili per buttarli in tecnologie che, come il nucleare, non fanno nulla per contrastare la crisi climatica o che, come il gas fossile, peggiorano attivamente il problema. Per trovare i responsabili basta cercare nella Commissione Europea: qualcuno fa solo finta di prendere sul serio l’emergenza ambientale e climatica.

Greenpeace activists climb on the roof of the former nuclear power plant of Montalto di Castro and unfurl a banner depicting a parody of “The Scream” with the nuclear symbol. © Matteo NobiliTassonomia, perché gas e nucleare non dovrebbero farne parte

Il piano presentato dalla Unione Europea potrebbe infatti dirottare centinaia di miliardi di euro di investimenti privati dalle rinnovabili al gas fossile o alla produzione di energia nucleare. Una scelta questa discutibile a livello ambientale e climatico, visto che il gas è il combustibile più inquinante d’Europa e i rifiuti radioattivi sono pericolosi e ingestibili, ma non solo. Anche dal punto di vista economico qualcosa non quadra, per due buoni motivi che tutti fingono di non vedere:

i reattori nucleari richiederebbero così tanto tempo per essere costruiti da non poter entrare in funzione abbastanza rapidamente per contribuire a raggiungere gli obiettivi climatici che l’UE si è prefissa per il 2030, periodo che la comunità scientifica indica come decisivo per contrastare la crisi climatica;l’impennata del prezzo del gas ha già scatenato una crisi energetica nel Vecchio Continente.Gas e nucleare senza tassonomia non ce la farebbero da sole sul mercato

Si tratta del più grande esercizio di greenwashing di tutti i tempi ed è esattamente il contrario delle pretese di leadership globale sul clima e sull’ambiente che l’Europa sbandiera. Inserire gas e nucleare nella tassonomia spacciandoli come green è un regalo a due industrie disperate, che non sarebbero in grado di stare sulle proprie gambe da sole e che hanno oltretutto potenti legami politici.

L’Italia affonda le rinnovabili: un Paese senza visione strategica sull’energia

In questa figuraccia internazionale dell’UE spicca anche l’Italia, che prima ha dato la colpa del caro bollette alle rinnovabili, poi ha cominciato a straparlare di nucleare per distrarre l’opinione pubblica dal vero obiettivo: promuovere il gas. Difendere questo combustibile fossile non solo è dannoso per il clima, ma è anche un chiaro favore alle big nazionali del settore, che in questi mesi hanno accumulato enormi extraprofitti, rivendendo a caro prezzo il gas – acquistato dalla Russia a cifre inferiori rispetto a quelle di mercato – e facendo pagare il conto ai consumatori e alle aziende del settore delle rinnovabili. Un paradosso italiano unico nel suo genere, che dimostra che il governo non ha nessuna visione strategica sull’indipendenza energetica del Paese.

Quanto al nucleare, dopo aver fantasticato di un fantomatico ritorno all’atomo, l’Italia a Bruxelles ha ammesso che questo salto indietro nel passato non avverrà mai. Al tempo stesso, ha chiesto limiti di emissione per le centrali a gas fossili analoghi a quelle delle centrali a carbone.

Non c’è dubbio: quella del governo Draghi è Finzione Ecologica allo stato puro!

Basta investire su petrolio, gas e carbone!

Alluvioni, incendi, siccità: mentre la vita sul Pianeta è sconvolta da eventi estremi causati dai cambiamenti climatici, i principali istituti finanziari, di credito e assicurativi continuano a investire nel settore dei combustibili fossili e a finanziare chi inquina, gettando benzina sul fuoco della crisi climatica. Se vogliamo limitare le conseguenze dei cambiamenti climatici e salvare 1 milione di specie a rischio dobbiamo ascoltare la scienza e tagliare subito i finanziamenti all’espansione di gas, petrolio e carbone. Chiedi alle banche e alle compagnie di fare la loro parte nella lotta all’emergenza climatica: basta finanziamenti che distruggono il Pianeta!

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