Incendi in Australia, ecco come sono collegati ai cambiamenti climatici

Incendi in Australia, ecco come sono collegati ai cambiamenti climatici
di  greenpeace - Tutti gli articoli

TOPSHOT – A kangaroo jumps in a field amidst smoke from a bushfire in Snowy Valley on the outskirts of Cooma on January 4, 2020. Photo by SAEED KHAN/AFP via Getty Images

Da diverse settimane ormai vediamo scorrere in televisione e sul web le immagini impressionanti degli incendi in corso in Australia. Colonne di fumo altissime, fiamme che divampano tra gli alberi e spesso arrivano fino alle case, il cielo di un intenso arancione e corpi carbonizzati degli animali che non sono riusciti a fuggire. Ma proviamo ad affiancare qualche dato alle immagini che vediamo, per capire meglio quello che sta succedendo:

gli incendi hanno devastato finora un’area grande come l’intera Scozia;le vittime accertate sono 25, e tra loro ci sono anche molti vigili del fuoco;Quasi mezzo miliardo di animali, tra mammiferi, rettili, uccelli e altri animali, potrebbero essere stati uccisi a causa roghi;all’inizio della settimana nella capitale Canberra si sono registrati i peggiori livelli al mondo per la qualità dell’aria;l’Australia è il primo paese al mondo per esportazione di carbone e gas (e questo ha a che fare anche con gli incendi).Incendi e cambiamenti climatici

Come si collegano tra loro questi numeri? Gli incendi boschivi in Australia non sono una novità, sono anzi un fenomeno che si ripete ciclicamente. Negli ultimi anni però le stagioni degli incendi iniziano prima, durano molto più a lungo e sono più estreme e difficili da prevedere. I cambiamenti climatici, infatti, influenzano sostanzialmente tutti gli eventi meteorologici estremi, incendi compresi. La parte meridionale dell’Australia è stata colpita da una forte siccità da gennaio ad agosto del 2019, con gran parte del Nuovo Galles del Sud che ha subito una delle peggiori siccità mai registrate. Il tutto si è combinato con un inverno dalle temperature elevate, e con incuria, disattenzione o dolo. Il risultato sono gli incendi di cui oggi tutti sentiamo parlare.

Ma cosa c’entra tutto questo con il carbone e il gas citati sopra? Semplice: i combustibili fossili (appunto carbone, gas e petrolio) sono la prima causa dei cambiamenti climatici, e continuare a estrarli e bruciarli come l’Australia sta facendo può solamente aggravare l’emergenza climatica in corso. 

Mentre parte dell’Australia brucia, un po’ più a nord, in Indonesia, la capitale Giacarta è sommersa di acqua, colpita da violente piogge che hanno già causato 60 vittime. L’anno che abbiamo da poco concluso ha visto un susseguirsi di eventi meteorologici estremi sia in Italia – con l’acqua alta che ha sommerso Venezia, ultima emergenza solo in ordine di tempo – che in continenti come l’Africa, stretta per mesi nella morsa tra alluvioni e siccità. 

È chiaro purtroppo che eventi del genere potranno solo aumentare di frequenza e di intensità se non fermiamo la crisi climatica, con effetti devastanti sulla vita di intere comunità e sulla biodiversità del Pianeta. Allo stesso modo è chiaro chi sono i primi responsabili di questa situazione: le aziende che continuano a far soldi con l’estrazione di combustibili fossili, con la deforestazione e con gli allevamenti intensivi, e quei governi che continuano a non prendere provvedimenti concreti e ambiziosi per fermare queste follie e tutelarci dalle incombenti minacce di un clima che cambia. 

Il premier australiano Scott Morrison ha deliberatamente ignorato gli allarmi degli esperti e delle comunità internazionali circa gli impatti dei cambiamenti climatici sugli incendi australiani. E al contempo si è eretto paladino del carbone e delle fonti fossili, senza prendere impegni significativi per ridurre le emissioni di gas serra australiane, che hanno visto un continuo incremento negli ultimi quattro anni. E nel resto del mondo i governi non fanno molto meglio: l’Italia si appresta a presentare all’Unione europea un “Piano Integrato per l’Energia e il Clima” molto poco ambizioso e sostanzialmente basato sul gas fossile.

Quante altre immagini di incendi devastanti dovremo ancora vedere prima che i nostri governi decidano di cambiare davvero la rotta per salvare “la nostra casa in fiamme”?

MALLACOOTA, AUSTRALIA – JANUARY 02: Bushfires are seen between the towns of Orbost and Lakes Entrance in east Gippsland on January 02, 2020 in Australia. Photo by SAEED KHAN/AFP via Getty Images