Logistica, ultima frontiera… della green economy: il progetto Ecomark

di Stefano Spillare

Martedì 22 novembre, presso il Dipartimento di Sociologia dell'Università di Bologna si è tenuto la presentazione dello studio sulla logistica sostenibile denominato Ecomark. Si tratta di un progetto europeo finanziato nell'ambito del Programma di cooperazione transnazionale MED che mira ad incoraggiare la cooperazione tra i Paesi europei situati nell'area mediterranea e a sostenerne lo sviluppo economico sostenibile.

In particolare il progetto Ecomark mira alla progettazione, allo sviluppo e all'implementazione di servizi innovativi e di strumenti di green marketing rivolti ai parchi industriali e, più in generale, alle aree produttive.
L'Assessore alle Attività Produttive e al Turismo della Provincia di Bologna Graziano Prantoni, nel dare il via al seminario, ha sottolineato come pur rimanendo forte l'occupazione, si assiste anche nel territorio bolognese a numerosi cambiamenti che tendono a declinare la qualità generale del lavoro. La crisi, quindi, offre una opportunità unica per valorizzare la riconversione sostenibile, volano necessario per far ripartire l'economia locale e globale.
La Provincia di Bologna, pur in questo difficile contesto, ha investito infatti oltre 10 milioni di euro per lo sviluppo delle "Aree Produttive Ecologicamente Attrezzate", un modo nuovo di intendere e progettare gli insediamenti produttivi.

In questa direzione va anche il progetto Ecomark che vorrebbe sia accompagnare le imprese verso la rinascita green ma anche creare un plus valore sistemico mettendo le imprese in rete con gli enti del territorio.
Come già è successo per il settore delle energie rinnovabili, il cui volano pubblico ha permesso di sviluppare un settore ancora oggi in controtendenza rispetto alla crisi generale, così si può e si deve fare per il settore della logistica.

La logistica, cioè l'insieme delle attività che nell'azienda governano l'allocazione efficiente di materiali e informazioni dai fornitori alla consegna di prodotti finiti e al servizio post-vendita, si rivela, troppo spesso, sottostimata, crogiuolo di inefficienze, costi supplementari, inquinamento evitabile. Proprio per questo, un miglioramento in tale direzione si può rivelare un'importante fattore di competitività.
L'indagine condotta dalla provincia di Bologna ha evidenziato innanzitutto l'inesorabile crescita della voce trasporto (merci e persone) sul Pil europeo, con una prevalenza incommensurabile del trasporto su gomma rispetto a mezzi meno impattanti sull'ambiente. Si calcola infatti che il trasporto su gomma sia responsabile almeno del 13% delle emissioni totali di gas serra.
L'analisi delle "buone pratiche" a livello europeo ed extra europeo ha fatto emergere alcuni elementi chiave per la competitività e la sostenibilità del settore: l'applicazione di sistemi IT (Information Technology); l'implementazione di misure trasversali (formazione, comunicazione); la collaborazione tra aziende e l'intervento attivo degli Enti Pubblici.

Il rinnovo e l'ammodernamento tecnologico si rivelano, in particolare, il fulcro della logistica sostenibile di domani. Ma serve un intervento a 365 gradi. infatti, l'82% delle aziende locali (che per la maggior parte sono Piccole Medie Imprese) non hanno un responsabile della logistica e il 55% non segue direttamente il trasporto servendosi di terzi. La maggior parte dei camion si muove mezzo vuoto e non si ha una chiara percezione di quanto incida il trasporto sul costo del prodotto finale. Oltre l'80% delle aziende non impiega sistemi software per la gestione della propria logistica e dei trasporti.
La Provincia, quindi, sta sperimentando su due aree industriali pilota, Ponte Rizzoli (Ozzano) e San Carlo (Castel Guelfo), l'applicazione di una gestione software della logistica per le imprese e un Comitato unico che riunisca non le aziende che fanno logistica ma "chi fa logistica nelle aziende", un'attività - nella realtà di PMI che caratterizza la provincia bolognese e non solo - spesso improvvisata e inefficiente.
Insistere anche su questi aspetti poco pubblicizzati ma strategicamente fondamentali fa parte della grande rivoluzione della green economy, il cui obiettivo è quello di sostenere uno stile di vita il più prossimo possibile all'attuale pesando poco o niente sull'ambiente (earthcare).

24 novembre 2011
 
 
 
  
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